Matteo Salvini dice che non pagherebbe per una targa personalizzata

Anche se è stato proprio lui a riproporle nell’ultima riforma del codice della strada

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, durante la conferenza stampa sulla manovra di bilancio (ANSA/Riccardo Antimiani)
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, durante la conferenza stampa sulla manovra di bilancio (ANSA/Riccardo Antimiani)
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Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha detto che non pagherebbe per mettere sulla propria auto una targa personalizzata, come permetterebbe di fare una misura introdotta da lui stesso nel nuovo codice della strada. Intervistato dopo un raduno della Lega a Roma, ha detto: «Se devo pagare più soldi per avere una targa personalizzata io non li pago. Però questo è un parere mio».

Rispondendo alle critiche di chi sostiene che questa possibilità non sia una priorità in un momento di difficoltà per il paese, ha detto che questa misura «sicuramente non è una priorità», ma che secondo lui permetterebbe comunque di portare soldi nelle casse dello stato.

La possibilità di personalizzare la targa della propria auto chiedendo una specifica combinazione di lettere e numeri era già stata introdotta con una riforma del codice della strada nel 2002. La misura però non era mai diventata davvero applicabile perché non erano state approvate le necessarie norme attuative. La norma è stata reinserita da Salvini nell’ultima riforma del codice della strada, approvata dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre.

Le disposizioni economiche per realizzare la misura sono state specificate nella legge di bilancio approvata pochi giorni fa dal Consiglio dei ministri, e che ora dovrà essere discussa in parlamento. Nel testo si legge che personalizzare la propria targa costerebbe agli automobilisti mille euro se la richiesta fosse fatta entro il primo giugno del 2027, oppure 500 euro se fatta dopo quella data. Per le aziende il prezzo sarebbe invece di 10mila prima del 1° giugno e 5mila euro dopo. A questi costi si aggiungerebbero quelli per la produzione fisica della targa e una maggiorazione, ancora da definire, destinata al ministero dei Trasporti.

Durante una conferenza stampa, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva commentato la misura dicendo: «Ci si potrà più o meno sbizzarrire come si ritiene, ovviamente sostenendo un costo. E qualcosa mi dice che la creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere».