Il governo vuole tenere i 500 soldati a Milano fino a marzo

Dovevano restare fino alla fine dell'anno dopo i disordini di metà ottobre, ma la loro presenza è stata prorogata nella legge di bilancio

Militari in piazza Duomo a Milano, 24 ottobre 2026 (Massimo Alberico/LaPresse)
Militari in piazza Duomo a Milano, 24 ottobre 2026 (Massimo Alberico/LaPresse)
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Nella legge di bilancio appena approvata dal Consiglio dei ministri il governo ha inserito un articolo, il numero 100, che proroga fino al 31 marzo 2027 la presenza dei 500 soldati mandati a Milano dopo i disordini del 17 e 18 ottobre. Secondo il decreto-legge approvato dieci giorni fa, i militari avrebbero dovuto fermarsi in città fino alla fine di dicembre a sostegno delle forze di polizia.

La proroga non è definitiva: la legge di bilancio deve ora essere discussa in parlamento, dove potranno essere approvati aggiustamenti e modifiche rispetto al testo proposto dal governo. L’obiettivo è approvare il testo finale della legge di bilancio entro il 31 dicembre. L’iniziativa è comunque indicativa dell’approccio adottato dal governo di Giorgia Meloni per gestire la situazione in città dopo i saccheggi e le devastazioni avvenuti durante le proteste contro il carovita di quel fine settimana, cioè molto improntato alla repressione.

Sebbene non sia ancora certo, il piano di prolungare la presenza dei 500 soldati è già stato criticato. Il giornalista Mario Calabresi – che sta aspettando l’annuncio delle primarie del centrosinistra per ufficializzare la sua candidatura a sindaco di Milano alle elezioni in primavera – lo ha criticato sui suoi profili social. «Non abbiamo bisogno di militarizzare Milano», ha scritto, aggiungendo: «Con quei soldi il governo dovrebbe mandare agenti di polizia stabili ed educatori per uscire da un’idea di emergenza e costruire sicurezza e futuro». Il riferimento agli educatori è dovuto al fatto che molti dei ragazzi ritenuti responsabili dei disordini erano molto giovani, tanti anche minorenni.

Per tenere i soldati in città per altri tre mesi rispetto al termine prefissato il governo prevede di stanziare più di sei milioni di euro, che si sommerebbero ai quasi cinque milioni già stanziati dal decreto-legge di ottobre.

Nelle città italiane ci sono già 6mila soldati impiegati nell’operazione “Strade sicure”, che consiste nel presidio fisso di obiettivi potenzialmente sensibili (sedi di istituzioni, ambasciate, edifici religiosi). I loro poteri sono per la verità piuttosto limitati: oltre a non poter fare arresti, non possono fare indagini, raccogliere prove e redigere verbali per trasmettere informazioni direttamente all’autorità giudiziaria.

Inizialmente il governo aveva annunciato l’intenzione di dare ai 500 soldati in più a Milano poteri di polizia, e quindi tra le altre cose la facoltà di compiere arresti in flagranza. Questa possibilità alla fine non era stata inserita nel decreto per l’opposizione della presidenza della Repubblica. Quelli arrivati a Milano una settimana fa sono paracadutisti della brigata Folgore, che si sono aggiunti ai militari del Raggruppamento Lombardia, già presenti in città per “Strade sicure”. Sono distribuiti in vari punti del centro storico, tra cui piazza Duomo, con presidi fissi e camionette, oltre che nelle principali stazioni.

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