Un giudice statunitense ha di nuovo respinto la causa di Trump contro il Wall Street Journal per il caso Epstein

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (AP Photo/Phelan M. Ebenhack)
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump (AP Photo/Phelan M. Ebenhack)

Sabato un giudice statunitense ha respinto la causa per diffamazione che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva intentato per la seconda volta contro il Wall Street Journal, per la pubblicazione di un biglietto di auguri inviato da Trump a Jeffrey Epstein, un ricco consulente finanziario condannato nel 2008 per aver sfruttato sessualmente ragazze minorenni e che si suicidò in carcere dopo essere stato arrestato di nuovo con le stesse accuse nel 2019.

Il biglietto, che risale al 2003, presenta un disegno volgare e un riferimento a un segreto condiviso fra i due uomini. Trump ha sempre sostenuto di non esserne l’autore e intentò una prima causa contro il giornale nel luglio del 2025. Ad aprile un giudice gli diede torto: stabilì che le prove non erano sufficienti a dimostrare che i giornalisti avessero agito in cattiva fede, ma permise comunque a Trump di fare nuovamente causa al giornale portando nuove prove, cosa che lui fece a maggio.

Questa volta la causa invece è stata respinta con effetto definitivo e non può quindi essere ripresentata. La causa coinvolgeva, oltre al giornale e ai due giornalisti autori dell’articolo, anche l’azienda Dow Jones, che pubblica il Wall Street Journal; l’azienda che possiede Dow Jones, News Corp; il suo amministratore delegato Robert Thomson e il suo presidente emerito Rupert Murdoch. Trump aveva chiesto un risarcimento di 10 miliardi di dollari.