Le grandi proteste attorno alla Corte costituzionale della Polonia
La sospensione del capo della Corte ha riacceso lo scontro tra il governo filoeuropeo e il partito di destra PiS, sostenuto dal presidente della Repubblica
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Nella notte tra venerdì e sabato ci sono state grandi proteste e contestazioni davanti alla Corte costituzionale della Polonia, a Varsavia. Le proteste sono iniziate dopo che cinque giudici eletti dal parlamento, e quindi dalla stessa maggioranza europeista che sostiene il governo, hanno deciso di sospendere il presidente della Corte, Bogdan Święczkowski, e il vicepresidente, Bartłomiej Sochański: sono entrambi vicini al partito di destra Diritto e Giustizia (PiS), che ha governato dal 2015 al 2023 e oggi è all’opposizione. Święczkowski e Sochański sono stati sospesi perché accusati di ostacolare in modo indebito la nomina dei giudici approvati dall’attuale maggioranza.
Dopo la decisione, centinaia di sostenitori del PiS e alcuni politici del partito hanno iniziato a manifestare davanti alla sede della Corte, dove si trovavano i giudici. Il presidente della Repubblica Karol Nawrocki, vicino al PiS, ha annullato un viaggio ufficiale in Senegal ed è tornato a Varsavia, denunciando quella che ha definito una violazione dell’ordine costituzionale e sostenendo che il governo stesse cercando di prendere il controllo della Corte con la forza. Verso l’una di notte ha superato il cordone della polizia ed è entrato nell’edificio della Corte, dove ha incontrato i giudici: dopo alcune ore è uscito e ha detto di voler iniziare colloqui con tutti i partiti politici per cercare di risolvere la situazione.
Lo status della Corte è contestato da anni in Polonia, perché durante gli anni in cui è stato al governo il PiS ha controllato il suo lavoro nominando in modo irregolare giudici vicini alle sue idee: le decisioni della Corte furono poi decisive per assicurare che diverse norme volute dal PiS e contrarie alle leggi dell’Unione Europea rimanessero in vigore. L’Unione criticò diverse volte la Corte, giudicandola troppo vicina al PiS e non indipendente.
La maggioranza filoeuropea che sostiene il governo di Donald Tusk sta cercando di ridurre l’influenza del PiS sulla Corte costituzionale: l’elezione dei cinque giudici che hanno votato per sospendere il presidente e il vicepresidente era comunque contestata dal presidente Nawrocki, che si era rifiutato di riceverne il giuramento.
Tra le altre cose, Nawrocki sostiene che nell’elezione dei nuovi giudici non sia stata seguita la procedura richiesta dalla legge, citando ragioni formali: una di queste per esempio è il fatto che la loro nomina sia avvenuta troppo in ritardo rispetto ai termini previsti dalla legge. Nawrocki sostiene anche che uno di questi giudici, Maciej Berek, non sia sufficientemente qualificato per la posizione. In un video condiviso online Nawrocki ha detto che i cinque giudici nominati dal parlamento «non sono giudici della Corte costituzionale».
Le controversie sulla Corte costituzionale polacca sono parte di uno scontro molto più ampio tra l’attuale governo e PiS, che esiste da quando Tusk è diventato primo ministro. Tusk infatti era stato eletto anche con la promessa di annullare alcune riforme fatte da PiS, che aveva governato in modo illiberale. Non ci sta riuscendo però, in parte perché la maggioranza è molto frammentata ma anche per l’opposizione e il veto di Narwocki.
La decisione di sospendere il presidente e il vicepresidente della Corte costituzionale è stata criticata da alcuni esperti. Marcin Matczak, un famoso giurista molto critico nei confronti di PiS, ha detto che la decisione è stata presa senza basi legali. Tusk ha comunque detto che intende «ristabilire lo stato di diritto in Polonia».



