In treno ci sono posti più sicuri di altri?
Dipende molto dal tipo di incidente, ma qualche regola generale c'è
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In Europa il rischio di morire viaggiando in treno è molto più basso di quello associato agli spostamenti in automobile o in autobus. Gli incidenti gravi sono eventi molto rari e per questo di solito quando prendiamo posto in carrozza non ci domandiamo se sia più sicuro di un altro. In uno scontro fra due treni ad alta velocità come quello avvenuto in Spagna mercoledì, però, anche il posto occupato dai passeggeri potrebbe in parte determinare chi sopravvive e chi no.
Ci sono ragioni per dire che le carrozze centrali sono le più sicure, così come i posti lontani dai finestrini; allo stesso tempo però ci sono molte variabili che potrebbero cambiare le cose, come il tipo di incidente, la velocità e la direzione dell’impatto, il modo in cui le carrozze possono deformarsi o ribaltarsi, la presenza di tavoli o bagagli e persino le caratteristiche della persona coinvolta.
Quando un oggetto si muove possiede una certa quantità di energia, chiamata energia cinetica, che dipende dalla sua massa e dalla sua velocità: maggiore è la velocità o la massa degli oggetti coinvolti, maggiore sarà l’energia. Quando due treni si scontrano e quindi si fermano, tutta l’energia cinetica deve finire da qualche parte. Una parte viene assorbita dalla deformazione delle carrozze, l’altra viene accusata dai passeggeri, che subiscono una brusca variazione di velocità e possono sbattere contro sedili, tavolini e pareti. Gli ingegneri distinguono per questo tra urto primario, quello fra i treni, e urto secondario, quello fra i passeggeri e le strutture all’interno delle carrozze.
Dunque per le collisioni longitudinali – ossia quelle in cui un treno ne colpisce un altro lungo lo stesso binario – le estremità del treno sono quelle più esposte alle deformazioni e anche quelle dove i passeggeri sentono maggiormente l’urto secondario. Più la carrozza è distante da quella colpita, minore sarà l’energia che la raggiungerà perché sarà stata assorbita dalle altre: non potendo sapere da che parte potrebbe arrivare un eventuale urto, per sentirsi più sicuri andrebbe scelta quindi la carrozza centrale, la più lontana dalle due estremità.
Spesso si dice che sia più sicuro viaggiare nel senso opposto a quello di marcia del treno, perché quando un treno frena bruscamente chi viaggia rivolto nel senso di marcia viene sbalzato in avanti, mentre chi viaggia in senso opposto viene solo schiacciato contro lo schienale del proprio sedile. Nel caso in cui ci si trovi su un treno fermo che viene colpito e subisce una spinta in avanti, però, a essere sbalzato sarà chi è rivolto in senso opposto. Non c’è quindi una direzione più sicura: dipende dal tipo di incidente.
Va comunque detto che i treni, anche se non hanno le cinture, sono progettati secondo il principio della compartmentalization, o contenimento degli occupanti: si fa in modo cioè che i passeggeri vengano trattenuti dai tavolini e dagli altri sedili per evitare grossi sbalzi, e quindi urti più violenti.
In caso di deragliamento, cioè quando le ruote del treno perdono il contatto con le rotaie, la carrozza può inclinarsi o ribaltarsi e i passeggeri essere scagliati in ogni direzione, così come gli oggetti che hanno intorno. Una valigia sistemata male, per esempio, può colpire un passeggero, e un finestrino può rompersi. In questi casi il posto vicino al finestrino, spesso il più desiderato, può diventare particolarmente pericoloso perché chi è seduto lì può più facilmente essere scagliato fuori dal treno.



