Sta per partire una sonda verso una delle due lune di Marte
L'agenzia spaziale giapponese vuole raggiungere Phobos, di cui sappiamo poco, e riportarne indietro un pezzetto
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Lunedì sera è previsto il lancio da parte dell’Agenzia di esplorazione aerospaziale giapponese (JAXA) di una sonda che, se la missione avrà successo, riporterà per la prima volta sulla Terra dei campioni da Phobos, una delle due lune di Marte. La missione prevede anche di passare vicino a Deimos, l’altra luna del pianeta, e di rientrare sulla Terra nel 2031.
Nonostante numerose missioni spaziali abbiano raggiunto Marte negli ultimi decenni, le sue lune rimangono poco studiate e poco comprese. La JAXA vuole ottenere nuovi dati e testare tecnologie utili all’esplorazione di Marte e dello Spazio, e anche valutare se potrebbe essere vantaggioso usare Phobos come base di appoggio per un’eventuale missione che dovesse portare degli esseri umani su Marte: un obiettivo dichiarato di Stati Uniti e Cina.
La missione si chiama Martian Moons eXploration (MMX). Il lancio della sonda è previsto dallo spazioporto di Tanegashima, situato su un’isola poco a sud dell’arcipelago giapponese principale, con un razzo H3, sviluppato da JAXA in collaborazione con un’azienda del gruppo Mitsubishi.

Una foto di Phobos scattata da un satellite nel 2008 (NASA/JPL-Caltech/University of Arizona, via Wikimedia)
Secondo i piani la missione MMX raggiungerà l’orbita di Marte nel 2027 e poi atterrerà su Phobos, accompagnata anche da un piccolo rover che osserverà il suolo della luna. Nel corso degli anni successivi (fino al 2030) dovrebbe raccogliere dalla superficie della luna almeno 10 grammi di campioni di “regolite”, il nome tecnico dell’insieme delle polveri e dei frammenti che formano lo strato più esterno della superficie dei corpi celesti (in pratica, il suolo). Il viaggio di ritorno dovrebbe concludersi nel 2031 e il rientro sulla Terra è previsto in Australia.
Fra gli obiettivi della missione ci sono anche l’osservazione dei rilievi, della struttura interna e della gravità sulla luna. La sonda potrebbe aiutare a capire meglio anche il processo di formazione di Phobos e Deimos: un’ipotesi ritiene siano nate dall’impatto di un grande corpo celeste con Marte nel periodo di formazione dei pianeti del Sistema Solare, un’altra che siano asteroidi catturati dalla gravità del pianeta.
Le due lune hanno un aspetto bitorzoluto (spesso paragonato a quello di una patata) e sono piuttosto piccole: Phobos ha un diametro di circa 22 chilometri, Deimos di 12. Prendono il nome da due personaggi della mitologia greca che accompagnavano in battaglia il dio della guerra Ares (chiamato Marte dagli antichi romani).
Numerosi tentativi russi di far atterrare una sonda su Phobos, il più recente dei quali nel 2011, sono falliti. La missione giapponese è frutto della collaborazione con l’agenzia spaziale statunitense NASA, quella europea ESA e quelle francese e tedesca. Queste ultime hanno sviluppato il rover di MMX, chiamato Idefix, come il cane di Obelix nella celebre serie a fumetti francese Asterix.
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