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  • Venerdì 30 ottobre 2026

Il giornale indipendente Novaya Gazeta chiuderà la sua edizione russa

Era l'ultimo non ancora controllato dal regime di Putin: lo ha deciso dopo anni di pressioni e minacce

Una commemorazione per Anna Politkovskaja davanti alla sede di Novaya Gazeta, 2016 (EPA/SERGEI ILNITSKY)
Una commemorazione per Anna Politkovskaja davanti alla sede di Novaya Gazeta, 2016 (EPA/SERGEI ILNITSKY)
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Novaya Gazeta, l’ultimo giornale indipendente che ancora pubblicava in Russia – sebbene in maniera molto limitata e rocambolesca – ha annunciato che chiuderà definitivamente la sua edizione russa il 9 novembre. «Ci hanno ucciso», si legge in un comunicato della redazione, in cui la responsabilità della chiusura è attribuita alla repressione sempre più insopportabile del regime russo di Vladimir Putin.

Novaya Gazeta è stato il giornale di Anna Politkovskaja, la giornalista d’inchiesta uccisa 20 anni fa questo mese, e in generale è stato il più importante giornale di opposizione a Putin degli ultimi decenni. Quando la Russia ha invaso l’Ucraina, si è schierato contro la guerra. Il suo fondatore ed ex direttore Dmitri Muratov ha vinto il premio Nobel per la Pace nel 2021.

Novaya Gazeta ha sempre subìto le pressioni del regime, come mostrano l’uccisione di Politkovskaja e di altri suoi colleghi (dal 2000 a oggi sono stati uccisi sei giornalisti e collaboratori di Novaya, tutti in circostanze dubbie). Queste pressioni però si sono fatte insostenibili negli ultimi anni, quando il giornale ha dichiarato apertamente la sua contrarietà all’invasione dell’Ucraina.

Nel settembre del 2022 a Novaya Gazeta era stata revocata la licenza di stampa, e pochi mesi dopo era stato oscurato anche il sito internet.

Dmitri Muratov, 2023 (AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

Dmitri Muratov, 2023 (AP Photo/Alexander Zemlianichenko)

Novaya Gazeta aveva continuato a pubblicare sui social media e a tenere aggiornato il suo sito, anche se in Russia era visibile soltanto con metodi che aggirassero la censura, come una VPN. Stampava anche delle edizioni speciali in una tiratura da meno di mille copie, sopra le quali è necessaria la licenza.

Nei mesi successivi due terzi della redazione si erano trasferiti in Lettonia e avevano aperto Novaya Gazeta Europe, una versione internazionale del giornale, con l’obiettivo di garantire la continuità della pubblicazione. Ma 30 giornalisti, tra cui Muratov e il suo successore, il direttore Sergei Sokolov, avevano deciso di rimanere a Mosca e tentare di continuare a lavorare da lì.

La prima pagina di Novaya Gazeta dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Si legge: «La Russia. Bombarda. L'Ucraina».

La prima pagina di Novaya Gazeta dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Si legge: «La Russia. Bombarda. L’Ucraina».

A settembre però il regime russo ha inserito Novaya Gazeta nella lista dei cosiddetti “agenti stranieri”, qualifica con cui il regime definisce le organizzazioni che, a suo giudizio, non servono gli interessi nazionali russi. Essere inseriti nella lista significa avere enormi limitazioni, come per esempio essere sottoposti a sorveglianza e a controlli burocratici minuziosi e non poter più ricevere pubblicità, che per molti giornali è una delle principali fonti di reddito.

A ottobre la pressione è diventata ancora più asfissiante: il direttore Sergei Sokolov è stato brevemente arrestato e la sua casa perquisita. Il giornale ha ricevuto una lettera di sfratto dall’edificio che ospita la sua sede storica. È stato bloccato definitivamente il sistema di donazioni dei lettori grazie al quale il giornale sopravviveva.

Il 26 ottobre la redazione si è riunita per l’ultima volta e ha concordato che non ci fossero più i mezzi per andare avanti. «Le autorità russe e i servizi speciali russi hanno costretto la redazione a porre fine al suo lavoro», si legge nel comunicato di Novaya Gazeta. Giovedì hanno cominciato a circolare le fotografie di Muratov e degli altri giornalisti che sgomberavano gli uffici, alcuni dei quali erano diventati dei memoriali per i colleghi uccisi, come Anna Politkovskaja. Molti oggetti della redazione saranno donati ai lettori.