A ottobre in Italia l’inflazione è arrivata al 5,4 per cento, ai massimi da tre anni
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Secondo la stima pubblicata da ISTAT, in Italia a ottobre l’inflazione è stata del 5,4 per cento, e significa che nel mese appena trascorso i prezzi sono risultati più alti del 5,4 per cento rispetto a ottobre del 2025. Il dato di ottobre è parecchio superiore rispetto al 4,2 per cento registrato appena un mese fa, ed è il valore più alto da più di tre anni: ad agosto del 2023 fu del 5,5 per cento, dopo i grandi rialzi dei prezzi innescati dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina.
Ora a far risalire l’inflazione c’è la crisi energetica provocata dalla guerra in Medio Oriente, che ha fatto crescere il prezzo di petrolio e gas naturale, e ha poi provocato a cascata rincari di carburanti, bollette e di molti prodotti di consumo. L’ISTAT ha spiegato che l’aumento è legato soprattutto alla crescita dei prezzi dei beni energetici, di quelli alimentari e dei servizi legati ai trasporti.
Il fatto che l’aumento dei prezzi sia legato soprattutto ai beni energetici si nota dall’inflazione di fondo, che valuta l’incremento dei prezzi al netto di cibo ed energia. A ottobre questo dato è aumentato dal 1,6 al 2 per cento, ma resta comunque contenuto. Significa che l’aumento dei prezzi dell’energia non si è ancora trasferito in modo significativo al resto dell’economia.
Ciononostante i rincari si vedono anche nei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa”, un indice che replica una sorta di spesa tipica del consumatore medio, dentro cui l’ISTAT fa rientrare i prodotti alimentari e quelli per la cura della casa e della persona, come detersivi e bagnoschiuma. Questo dato è cresciuto di un punto percentuale, passando dall’1,5 al 2,5 per cento. A contribuire a un aumento ci sono soprattutto i rincari dei prodotti alimentari, saliti del 7,5 per cento rispetto a un anno fa (a settembre la variazione era del 5,5 per cento).


