Mark Samson, a processo per il femminicidio dell’ex fidanzata Ilaria Sula, è stato condannato all’ergastolo

Madre, padre e fratello di Ilaria Sula a una fiaccolata in suo onore a Terni, sua città di origine, il 7 aprile 2025 (ANSA/FRANCESCO PATACCHIOLA)
Madre, padre e fratello di Ilaria Sula a una fiaccolata in suo onore a Terni, sua città di origine, il 7 aprile 2025 (ANSA/FRANCESCO PATACCHIOLA)

Mark Samson, a processo per il femminicidio dell’ex fidanzata Ilaria Sula, è stato condannato in primo grado all’ergastolo per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Sula, una studentessa di 22 anni, era stata uccisa a Roma nel marzo del 2025.

Secondo l’accusa, Samson ha ucciso l’ex fidanzata perché non aveva accettato la fine della loro relazione. I giudici hanno riconosciuto le aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e della relazione affettiva con la donna.

Il cadavere di Sula, uccisa a coltellate, fu trovato solo alcuni giorni dopo l’omicidio, chiuso in una valigia buttata in fondo a una scarpata nel comune di Poli, una quarantina di chilometri a est di Roma. Nel frattempo Samson aveva usato il telefono di Sula per contattare i familiari e le amiche di lei, facendo credere che la ragazza fosse fuggita con un altro uomo. Dopo essere stato fermato e portato in questura, Samson aveva confessato l’omicidio.

La madre di Samson aveva patteggiato una pena di due anni di reclusione per concorso in occultamento di cadavere, per aver aiutato il figlio a ripulire dal sangue la camera dove aveva ucciso Sula.