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  • Martedì 27 ottobre 2026

Il partito di Bolsonaro ha riconosciuto la vittoria di Lula in Brasile

Lui invece no: ha accusato il presidente di aver viziato il voto, senza fornire prove, e dice che ora si dedicherà a organizzare le opposizioni

Flávio Bolsonaro parla ai suoi sostenitori dopo l'annuncio della vittoria di Lula al ballottaggio a Brasilia, 25 ottobre 2026 (AP Photo/Eraldo Peres)
Flávio Bolsonaro parla ai suoi sostenitori dopo l'annuncio della vittoria di Lula al ballottaggio a Brasilia, 25 ottobre 2026 (AP Photo/Eraldo Peres)
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Il Partito Liberale del Brasile, di destra, ha riconosciuto i risultati delle elezioni presidenziali nel paese, vinte al ballottaggio dal presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva, di sinistra. Il partito si è così distanziato dalle posizioni del proprio candidato, Flávio Bolsonaro, che passato un giorno dalla certificazione della vittoria di Lula ha invece ribadito di non accettarla continuando a esprimere dubbi sul voto.

Al ballottaggio di domenica Lula ha ottenuto il 51,8 per cento dei voti, circa 4,4 milioni in più rispetto a Bolsonaro. In un comunicato diffuso lunedì, il leader del Partito Liberale, Valdemar Costa Neto, ha fatto sapere che il partito riconosce i risultati dell’elezione presidenziale «così come dichiarati dal Tribunale superiore elettorale (TSE)», ma ha sostenuto che i dubbi sulla regolarità del processo sollevati dopo il voto debbano comunque essere chiariti.

Si riferisce al fatto che, durante il ballottaggio di domenica, la chiusura di alcuni seggi era stata posticipata di due ore per permettere di votare anche alle persone che stavano avendo difficoltà a spostarsi a causa delle forti piogge. La proroga era stata chiesta sia da Lula, che oggi compie 81 anni, sia dallo stesso Bolsonaro, che invece ne ha 45 ed è figlio dell’ex presidente Jair, in carcere per il tentativo di colpo di stato del 2022, quando cercò di mantenere il potere proprio dopo non aver riconosciuto la sconfitta contro Lula.

Ciononostante Flávio Bolsonaro ha ritenuto la proroga inaccettabile. Prima ha chiesto l’annullamento del voto, e poi ha accusato Lula di abuso di potere politico ed economico, sostenendo che abbia impiegato l’equivalente di miliardi di euro – una cifra spropositata – in denaro pubblico per comprare voti e favorire la propria rielezione, senza fornire prove. Nel frattempo lunedì Bolsonaro ha incontrato gli alleati del Partito Liberale con l’obiettivo di prepararsi per organizzare le opposizioni al quarto mandato di Lula e sfruttare i consensi raccolti durante la campagna elettorale. Malgrado la sorprendente rielezione di Lula, infatti, in Brasile la destra ha la maggioranza sia al Senato sia alla Camera.

In un video pubblicato sui social lunedì pomeriggio, Bolsonaro aveva anche detto che la polizia federale brasiliana gli aveva ordinato di consegnare il passaporto sostenendo così che gli fosse stato proibito di lasciare il paese. Secondo lui la decisione era legata a un commento del fratello Eduardo, che vive negli Stati Uniti, e che due giorni prima delle elezioni aveva auspicato che, qualora non eletto, Flávio lasciasse il Brasile. «Non ho mai pensato di andare via dal paese», ha detto, descrivendo il provvedimento come un tentativo di intimidazione.

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