• Mondo
  • Domenica 25 ottobre 2026

María Corina Machado è tornata in Venezuela

La leader dell’opposizione ci provava da giugno, mentre i suoi sostenitori si riorganizzavano dopo la deposizione di Maduro

María Corina Machado a gennaio del 2025 (Jesus Vargas/Getty Images)
María Corina Machado a gennaio del 2025 (Jesus Vargas/Getty Images)
Caricamento player

La leader dell’opposizione venezuelana e Premio Nobel per la Pace María Corina Machado è tornata in Venezuela. Aveva lasciato il paese l’anno scorso per sfuggire alla repressione del regime di Nicolás Maduro: dopo che gli Stati Uniti l’avevano catturato con un’operazione militare a gennaio, Machado aveva tentato varie volte di tornare, senza riuscirci.

Domenica ha annunciato il suo ritorno in Venezuela con un post pubblicato sui suoi profili social, in cui ha scritto: «Sono qui. Con voi». Il suo ritorno è stato confermato anche dal suo alleato Edmundo González Urrutia, e nelle ore successive sono circolati video di Machado in Venezuela, accolta da persone che hanno festeggiato il suo ritorno.

Machado è tornata in un momento molto importante per il Venezuela: dopo essere stato deposto, Maduro è stato sostituito dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez con l’obiettivo di avviare poi una transizione democratica, orchestrata dagli Stati Uniti, che hanno enorme influenza sul governo venezuelano.

Nel frattempo il mandato di Rodríguez è scaduto, lei è ancora presidente e i sostenitori di Machado chiedono da tempo il suo ritorno e l’indizione di elezioni; il partito di Machado ha iniziato anche a riorganizzarsi dopo anni di attività perlopiù clandestine, finora senza di lei, ma anche grazie al ritorno nel paese di vari altri membri del partito e dell’opposizione.

Machado è stata la principale oppositrice del regime di Maduro: quando era in Venezuela viveva nascosta e faceva attività politica in clandestinità. Era fuggita nel dicembre del 2025 e da allora aveva abitato perlopiù a Washington. Dopo la fine del regime di Maduro aveva detto più volte, pubblicamente, di voler tornare in Venezuela, ma la linea degli Stati Uniti fin qui era stata di chiedere a Machado di pazientare.

Negli ultimi mesi Machado aveva provato sette volte a tornare, sempre senza riuscirci. In alcuni casi è stato accertato che il ritorno è stato impedito proprio dagli Stati Uniti: l’amministrazione di Donald Trump ritiene che possa creare una crisi politica, in un momento in cui l’attuale presidente ad interim Delcy Rodríguez sta facendo gli interessi statunitensi soprattutto in termini economici e nel settore petrolifero.

Una delle incognite delle prossime settimane sarà capire il margine d’azione di Machado proprio rispetto all’influenza che gli Stati Uniti hanno sul Venezuela.

Poche ore dopo l’annuncio di Machado, il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio (l’equivalente del ministro degli Esteri) ha detto che il ritorno di Machado è stato possibile grazie al lavoro di diplomazia condotto dagli Stati Uniti dopo la cattura di Maduro: le condizioni per il suo rientro, ha detto, «sono il diretto risultato» del che già nei mesi scorsi avevano ottenuto il ritorno di altri esponenti dell’opposizione nel paese. Rubio ha poi fatto due richieste: al regime venezuelano di garantire il rispetto delle libertà politiche; a quelle che ha definito «tutte le parti politiche» (quindi anche l’opposizione) di sostenere il lavoro di diplomazia condotto dagli Stati Uniti.

– Leggi anche: In Venezuela il partito di María Corina Machado si sta riorganizzando