Cosa guardiamo quando guardiamo la Formula 1
Una rapida guida illustrata a numeri, sigle, simboli, bandiere e cose varie che spuntano sullo schermo durante un Gran Premio
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Il principio di una gara di Formula 1 è intuitivo: vince la prima macchina che completa tutti i giri previsti. È quello che succede nel mezzo a essere un po’ più confuso, spiazzante o perfino a lunghi tratti noioso. Perché se non si sa cosa guardare o come guardarlo, e se non si capisce il gergo specifico, può essere difficile capire il senso di quel che sta succedendo, chi sta rimontando o chi rischia di essere sorpassato.
Eppure, durante un Gran Premio, in tv compaiono un sacco di scritte, numeri, dati, tempi, simboli, nomi, colori e bandiere che servono proprio a capire come sta andando la gara e, per esempio, quali strategie stanno seguendo le scuderie.
Il problema è che, per chi li vede per la prima volta, non sono affatto immediati. Una guida, qualora dovesse interessarvi stare lì davanti allo schermo se un certo Kimi Antonelli dovesse vincere il Mondiale di Formula 1 (potrebbe succedere già oggi).
Partiamo dalle basi. La barra a sinistra, l’unica grafica sempre presente durante un Gran Premio. In alto ci sono i giri completati su quelli totali. Sotto, da sinistra verso destra: la posizione dei piloti, i loghi delle loro scuderie e i loro cognomi.

Fin qui niente di complicato (YouTube/Sky Sport)
Per la maggior parte del tempo, però, si leggono solo le prime tre lettere dei cognomi dei piloti (ANT è Antonelli) e di fianco a loro appaiono numeri e lettere.
Se accanto al pilota in testa compare la scritta “Interval”, i numeri accanto agli altri piloti indicano il distacco in secondi da quello che hanno immediatamente davanti. Se compare “Leader” o “Gap”, invece, indicano il distacco dal primo.

Quando tra due piloti la faccenda si fa interessante, appare anche una grafica in basso che fa vedere il distacco tra i due (YouTube/Sky Sport)
Le lettere indicano il tipo di gomma montato su ogni macchina: la S sta per “soft” (morbida), la M per “medium” (media), la H per “hard” (dura), la I per “intermediate” (usata quando piove poco o la pista è umida) e la W per “wet” (usata quando piove molto). In breve una gomma più morbida ha più aderenza e quindi è più veloce, ma si consuma prima. Una gomma più dura dura di più, ma rallenta un po’ la macchina.
Capire che gomma sta usando un pilota è fondamentale, perché è una parte importante della strategia di una gara di Formula 1. Su una pista asciutta, infatti, bisogna usare almeno due tipi di gomme diversi e quindi per vincere è molto importante fare la giusta scelta su quanti giri fare con ciascun tipo di gomma e su quando fermarsi ai box per cambiarle. Non è una scelta banale: un pit stop fa perdere una ventina di secondi, quindi bisogna valutare se conviene perdere quel tempo, quando e per quali gomme.

(YouTube/Sky Sport)
A proposito di pit stop e di strategie, a volte la barra di sinistra fa vedere quanti pit stop ha fatto ciascun pilota.
Durante i pit stop, poi, in basso a destra compaiono delle grafiche con il nome del pilota e la scritta “pit time” o “stop time”. Il primo indica il tempo totale del pit stop, cioè da quando il pilota entra nella corsia dei box, rallenta e poi esce per tornare in gara. Il secondo indica solo il tempo in cui la macchina resta ferma per cambiare le gomme.

I piloti che stanno facendo un pit stop sono indicati con la scritta “in pit”; se invece non sapete cosa vuol dire quella grossa scritta nera su sfondo giallo che vedete in alto a sinistra, vi consigliamo di proseguire (YouTube/Sky Sport)
Torniamo alla banda di sinistra. Come si vede anche nell’immagine qui sopra, c’è un piccolo quadratino viola con il simbolo di un orologio: indica chi ha fatto il giro più veloce della gara fino a quel momento. Fino a un paio di anni fa valeva un punto in più nella classifica del Mondiale, ora non conta.
Sempre a sinistra, di fianco al nome di un pilota può apparire anche un punto esclamativo. Quando è giallo, vuol dire che c’è un’indagine in corso su di lui (un’indagine relativa a qualcosa da lui fatto in gara, per esempio tagliando una curva o facendo qualcosa di scorretto verso un avversario, magari in un tentato sorpasso); quando è rosso, vuol dire che ha ricevuto una penalità.
Sulla barra laterale, sopra i nomi dei piloti, è indicata anche un’eventuale bandiera gialla o rossa. La prima obbliga i piloti a rallentare e vieta loro di superare gli avversari, mentre la seconda ferma la gara.
Quando la gara non viene fermata ma c’è bisogno di tempo per sistemare la pista, può essere attivata la Virtual Safety Car, che obbliga i piloti a rallentare e rispettare un limite di velocità, oppure la Safety Car, una vera e propria macchina che entra in pista, annulla i distacchi e di fatto neutralizza uno o più giri.

“Yellow Flag” vuol dire “bandiera gialla”, appunto (YouTube/Sky Sport)
Ci sono poi altre grafiche che compaiono solo in situazioni specifiche. Per esempio quando un pilota utilizza l’overtake mode o il boost mode, due modalità che permettono di sfruttare più del normale la potenza elettrica della macchina: la prima per facilitare i sorpassi, la seconda in qualsiasi momento del giro. In questi casi una grafica mostra la velocità dei piloti coinvolti e il livello di carica delle loro batterie.

(Sky Sport)
Durante una gara si possono sentire e leggere anche gli scambi radio tra i piloti e la squadra. Non li sentiamo in diretta, ma con un ritardo di circa 15 secondi, che permette alla regia di intervenire, per esempio, per censurare eventuali parolacce.
La Formula 1 si può vedere qualche volta in chiaro su TV8. Tutte le gare, però, si possono vedere solo in streaming su NOW oppure via satellite con Sky. In quest’ultimo caso è possibile seguirle anche in un modo un po’ più interattivo, scegliendo, per esempio, da quale prospettiva osservare la gara, anche da quella dei singoli piloti.



