Al Sud le proteste degli autotrasportatori stanno finendo
In tutte le regioni molti blocchi stradali si sono sciolti, e i camion hanno ripreso a viaggiare
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Le proteste degli autotrasportatori, che per giorni hanno bloccato i trasporti e gli approvvigionamenti in diverse regioni del Sud Italia, stanno finendo un po’ ovunque. E questo nonostante alcuni rappresentanti si dicano insoddisfatti delle misure introdotte giovedì dal governo per l’autotrasporto. Ma in queste ore ci sono stati contatti tra i sindacati e le procure, e la commissione di garanzia sugli scioperi aveva chiesto al governo la precettazione, cioè di fatto la cancellazione della protesta. I blocchi si sono gradualmente conclusi in Calabria, in Puglia e in Basilicata, dove i camion stanno tornando a rifornire i supermercati. In Sicilia i camion erano già ripartiti mercoledì.
Giovedì gli autotrasportatori di Isernia, in Molise, hanno sciolto il grande blocco della statale 85, che con una lunga fila di mezzi bloccava i collegamenti con la Campania da più di due giorni. Gran parte delle proteste è finita anche nella zona di Foggia, in Puglia, dove nei giorni scorsi c’erano state forti tensioni. Nella notte tra giovedì e venerdì i blocchi sono terminati anche in Campania, la regione più colpita dalle proteste e in cui una parte dei manifestanti aveva continuato fino a giovedì sera i presidi contro il governo.
In Campania stanno riaprendo i centri di smistamento della grande distribuzione, e nei supermercati stanno tornando un po’ di prodotti freschi. Le cose dovrebbero migliorare ancora venerdì, dopo la rimozione dei blocchi all’Interporto Maddaloni-Marcianise, a Nola, ad Acerra, e soprattutto dei blocchi all’esterno degli impianti di raffinazione di Napoli, che avevano lasciato senza benzina e gasolio gran parte della Campania, ma anche le regioni limitrofe.
I camion con il carburante sono scortati dalle forze dell’ordine verso i distributori, che si stanno gradualmente rifornendo e con ogni probabilità riapriranno in giornata. I primi a essere riforniti sono stati quelli della tangenziale di Napoli, dove si erano già formate lunghe code di veicoli.
Ci sono file anche a Napoli, dove fino a giovedì la quasi totalità dei distributori di benzina era chiusa per aver finito le scorte. Giovedì nei pochi impianti aperti c’erano stati assalti di automobilisti arrivati a riempire le taniche e lunghe code per cercare di fare rifornimento: in alcuni distributori i carburanti sono arrivati a costare fino a 2,70 euro al litro, a fronte di una media nazionale di 2 euro per la benzina e 2,25 per il gasolio.
La carenza di carburanti aveva messo in difficoltà i servizi pubblici essenziali: le strutture sanitarie avevano fatto sapere di non essere sicure di garantire i trasporti dei pazienti con le ambulanze, era stato ridotto il trasporto di farmaci e c’erano difficoltà per la raccolta della spazzatura. Nel frattempo la città si era organizzata come poteva: ai dipendenti del comune di Napoli era stato concesso il lavoro da remoto e in almeno due università si era tornati a svolgere la didattica a distanza, come ai tempi della pandemia di Covid. L’università di Salerno ha sospeso per venerdì lezioni ed esami.
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