Un tennista perdente diventato vincente
Alejandro Davidovich Fokina giocava bene ma perdeva; ora ha iniziato a vincere, a volte facendo persino meno punti degli avversari
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Dopo aver perso cinque finali consecutive nei tornei ATP, il principale circuito del tennis maschile, il tennista spagnolo Alejandro Davidovich Fokina ne ha vinte tre su tre. Le prime due a giugno e settembre in tornei ATP 250, il quarto livello del circuito maschile; la terza è arrivata domenica nel Masters 1000 di Shanghai, in Cina; la categoria più importante dopo i quattro tornei del Grande Slam.
Nel 2025 Davidovich Fokina arrivò in finale a quattro tornei, ma perse tutte le volte. In due di queste finali – al Delray Beach Open e al Washington Open, sempre negli Stati Uniti – aveva avuto svariati championship point: cioè punti che, se vinti, gli avrebbero permesso di vincere game, set, match e torneo. A Washington, nella finale contro Alex De Minaur, giocò meglio per tutta la partita ed ebbe tre championship point, ma perse.
Per come funziona il ranking ATP (una classifica mondiale e annuale che dà valore alle vittorie complessive e alla costanza, non solo ai tornei vinti), Davidovich Fokina, che ha 27 anni ed è al momento al 13° posto, è stato spesso tra i primi 30 tennisti al mondo negli ultimi cinque anni. Era riuscito addirittura a entrare tra i migliori 20 pur non avendo mai vinto un torneo: prima di lui era successo solo ad altri tre tennisti.
È difficile dire cosa andasse storto nelle finali, i cui punti decisivi si sono decisi in più occasioni per pochi centimetri. Secondo l’esperto di tennis Emanuele Ricciardi nei momenti chiave Davidovich Fokina perdeva lucidità e non riusciva a «gestire quella particolare, infame tensione tipica del tennista, che deriva dalla paura di vincere».
Davidovich Fokina era anche noto per fare spesso la giocata sbagliata nel momento sbagliato
Nato vicino a Malaga nel 1999 da genitori di origine russa, da ragazzo Davidovich Fokina era un tennista molto promettente, vincitore del torneo giovanile di Wimbledon. È un tennista completo, fisicamente resistente e difficile da affrontare su ogni superficie. Dopo averlo battuto nella finale del Washington Open nel 2025, De Minaur disse di ritenerlo «decisamente troppo forte» per non aver ancora vinto alcun torneo.
I due tornei ATP 250 vinti furono per certi versi quasi poco per il suo livello, eppure quelle due vittorie si fecero notare perché finalmente aveva vinto qualcosa.
I tornei ATP 250 assegnano un quarto dei punti dei Masters 1000 (il numero corrisponde ai punti assegnati al vincitore) e ci sono meno giocatori forti, ma vincendoli Davidovich Fokina si è tolto un peso: ha detto di essere «più in pace» con sé stesso e che ora per lui «non ci sono più limiti».
In effetti al Masters 1000 di Shanghai, pur giocando con alcuni problemi alla schiena, Davidovich Fokina ha fatto ad altri ciò che per tanti anni altri avevano fatto a lui.
Sia ai sedicesimi che agli ottavi di finale ha passato il turno al tie-break del terzo set, il game decisivo a cui si ricorre quando il punteggio è sul 6-6. Ai sedicesimi contro lo statunitense Frances Tiafoe ha annullato un match point; in semifinale (contro il tedesco Alexander Zverev, che chiuderà l’anno come numero uno del mondo) e in finale (contro lo spagnolo Rafael Jódar) ha rimontato da un set di svantaggio.
Davidovich Fokina è diventato solo il quarto giocatore ad aver vinto un torneo Masters 1000 pur avendo fatto in due partite meno punti totali del proprio avversario. Può capitare, nel tennis.
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