I blocchi stradali dei lavoratori dell’ex ILVA di Taranto sono terminati, e lo sciopero in corso finirà alle 23 di venerdì

La protesta dei lavoratori dell'ex ILVA e delle aziende dell’indotto, durante lo sciopero a Taranto, il 12 ottobre 2026 (ANSA / ANGELO INGENITO)
La protesta dei lavoratori dell'ex ILVA e delle aziende dell’indotto, durante lo sciopero a Taranto, il 12 ottobre 2026 (ANSA / ANGELO INGENITO)

Venerdì l’assemblea dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali dell’ex ILVA di Taranto ha deciso di terminare alle 23 lo sciopero che era in corso da lunedì, e ha rimosso i blocchi stradali sulle statali per Bari e per Reggio Calabria. Le proteste erano iniziate per opporsi alla chiusura dello stabilimento, e hanno limitato per giorni la viabilità in molte zone, compreso l’accesso alla raffineria Eni di Taranto, che si trova sul lato opposto della strada statale 7 rispetto allo stabilimento dell’ex ILVA. Secondo Reuters mercoledì più di cinquanta distributori Eni avevano esaurito le scorte, ed è stata segnalata la carenza di merci anche nei supermercati.

Non tutti i lavoratori volevano terminare lo sciopero, ma i sindacati hanno insistito sia perché la carenza di carburante sta mettendo in difficoltà le stazioni di servizio e gli aeroporti in Puglia, sia perché sono stati già raggiunti alcuni risultati ritenuti soddisfacenti. Giovedì i sindacati hanno incontrato il presidente della Puglia Antonio Decaro e altri rappresentanti delle istituzioni locali, che si sono impegnati a sostenere alcune richieste dei lavoratori al governo, come la decarbonizzazione della fabbrica (cioè il passaggio per l’impianto a un sistema di produzione meno inquinante rispetto agli attuali altiforni alimentati a carbone) e gli incentivi economici all’uscita dal lavoro. Il 27 ottobre, poi, il governo ha convocato a Roma i rappresentanti sindacali per discutere il futuro dell’ex ILVA.

Le proteste dei lavoratori dell’ex ILVA si erano aggiunte a quelle degli autotrasportatori e degli agricoltori, che hanno avviato presidi a causa dell’aumento del prezzo del gasolio e del calo di quello dell’olio.

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