Le proteste di autotrasportatori e agricoltori si sono estese a tutto il Sud
Da giorni ci sono manifestazioni e blocchi stradali in Puglia e in Calabria, e da oggi anche in Sicilia, Basilicata e Campania
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Le proteste di autotrasportatori e agricoltori contro l’aumento del costo del carburante che da giorni vanno avanti in Puglia e in Calabria con manifestazioni e blocchi stradali si sono estese anche ad altre regioni del Sud Italia. Venerdì c’è stata una nuova mobilitazione degli autotrasportatori in Sicilia e in Calabria, che si è allargata anche alla Campania e alla Basilicata e ha portato a blocchi stradali.
Giovedì, dopo che le associazioni di categoria avevano avvertito il governo della situazione sempre più grave e dell’aumento delle proteste spontanee, il ministero dei Trasporti ha convocato un incontro con loro per il 27 ottobre. Non è bastato a fermare le proteste, che finora erano rimaste poco visibili perché coperte soprattutto da giornali e televisioni locali, sebbene sui social circolino video delle manifestazioni già da giorni.
Negli ultimi giorni la dimensione delle proteste è diventata tale che ora sia le associazioni di categoria che i partiti d’opposizione stanno incalzando il governo perché prenda provvedimenti. Il Partito Democratico ha accusato il governo di alimentare una crisi sociale nel Sud Italia. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha detto che eventuali altre misure per contenere il costo del carburante saranno prese dopo l’incontro di fine mese. Lo sconto fisso sulle accise del gasolio è finito il 6 ottobre, e da allora il prezzo è tornato a salire (ora si attesta in media attorno ai 2,30 euro al litro).
In Calabria le prime proteste spontanee erano cominciate già a inizio ottobre e si sono man mano ingrossate. La nuova mobilitazione coinvolge anche gli agricoltori, sempre per via del rincaro del gasolio. È iniziata intorno a mezzanotte lungo alcune strade principali e agli svincoli autostradali, con 17 iniziative dei camionisti organizzate dalla Federazione regionale della logistica.
Le proteste si sono distribuite in varie zone, tra cui il porto di Gioia Tauro, la zona dell’aeroporto di Lamezia Terme e gli svincoli della A2 in provincia di Cosenza. Tra le più partecipate ci sono state quelle agli svincoli autostradali di Falerna, in provincia di Catanzaro, e di Sant’Onofrio, vicino a Vibo Valentia. Dopo l’estensione della protesta alla Campania sono state temporaneamente chiuse le uscite autostradali di Nola e poi di Nocera-Pagani, oltre a un tratto tra Battipaglia e Campagna, sulla Salerno-Reggio Calabria.

Gli autotrasportatori al molo Santa Lucia del porto di Palermo (ANSA/IGOR PETYX)
Anche in Sicilia la mobilitazione degli autotrasportatori è cominciata intorno a mezzanotte. Nella tarda mattinata di venerdì però alcuni tir hanno formato un presidio fisso davanti all’ingresso del molo Santa Lucia a Palermo. È previsto che lo sciopero duri fino al 22 ottobre, ma il coordinatore del Comitato trasporto siciliano Salvatore Bella ha già fatto sapere che gli autotrasportatori sono pronti a manifestare «a oltranza» se dal governo non dovessero arrivare risposte.
Anche in Basilicata ci sono state proteste dei comitati spontanei degli autotrasportatori, specie lungo la strada statale Jonica. A Potenza, scrive l’agenzia Ansa, molti distributori hanno affisso cartelli per avvisare che le scorte di carburante sono finite. C’entra il blocco della raffineria di Eni, l’azienda petrolifera italiana, a Taranto, che rifornisce varie regioni del Sud: gli operai dell’ex ILVA di Taranto che protestano contro la chiusura dello stabilimento stavano bloccando da lunedì gli accessi delle autocisterne all’impianto. La raffineria e l’ex ILVA si trovano infatti sui lati opposti della strada statale 7 verso Massafra.
Venerdì mattina i lavoratori dell’ex ILVA hanno però deciso di liberare sia la 7 che la strada statale Jonica, che passa dall’altra parte della raffineria. Hanno anche detto che in serata finirà lo sciopero in corso da cinque giorni. Giovedì Eni aveva detto che a causa del blocco c’erano «impatti crescenti sulla distribuzione di carburanti» destinati, oltre che alle stazioni di servizio in Puglia e in altre regioni, anche agli aeroporti pugliesi, alle aziende di trasporto pubblico, alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco. Secondo l’azienda, 150 stazioni di servizio Enilive su 300 in Puglia erano rimaste senza carburante.
Intanto proseguono i blocchi stradali in altre zone della regione. Sono stati segnalati scaffali vuoti nei supermercati di alcuni comuni e carenze di carburante in molti distributori. A Bari molte stazioni di servizio sono rimaste senza carburante. Il sindaco Vito Leccese ha detto che l’assenza di rifornimento potrebbe avere un impatto negativo sui servizi pubblici, come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico, già nei prossimi giorni. Confcommercio Bari però fa sapere che per il momento non ci sono problemi per quanto riguarda l’approvvigionamento delle merci.
In provincia di Foggia i problemi maggiori sono stati in comuni come Cerignola, San Severo e Lucera, dove molti supermercati sono rimasti senza prodotti freschi. A Cerignola, una cittadina di circa 60mila abitanti, tir e mezzi agricoli stanno bloccando la strada statale 16, la A14 e la A16 da una settimana. Da alcuni giorni inoltre anche gran parte degli scaffali dei dieci supermercati più grossi si è svuotata. «Le persone sono corse a comprare il cibo temendo che finisse per via delle proteste. Non si vedeva una cosa del genere dai tempi del Covid», dicono dall’ufficio di gabinetto del sindaco. Invece gasolio e benzina nei distributori sono finiti perché gli approvvigionamenti non riescono ad arrivare per via dei blocchi.

Piazza Duomo gremita a Cerignola, 16 ottobre 2026 (foto comune di Cerignola)
In mattinata c’è stata una grossa manifestazione in piazza Duomo, a cui hanno partecipato molti residenti e il sindaco Francesco Bonito, che ha poi firmato un’ordinanza per attivare il centro operativo comunale della Protezione civile, per gestire le situazioni più urgenti. Nel pomeriggio incontrerà il prefetto di Foggia insieme ad altri sindaci dei comuni in cui la situazione è simile.
La Gazzetta del Mezzogiorno scrive che a Brindisi un corteo di circa 500 tir ha percorso la strada statale 379 verso Bari e che c’è stata una manifestazione anche su una tangenziale di Andria.



