Il successo di NAZA in Italia ha pochi precedenti

Ha incassato quasi 5 milioni di euro, tantissimi per un documentario, e molto più che negli altri paesi

di Gabriele Niola

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Inizialmente il documentario NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor, sulle tecniche automatizzate con cui l’esercito israeliano bombarda la Striscia di Gaza, doveva rimanere al cinema in Italia solo tre giorni, in quella che si definisce una “uscita evento” e che di fatto è un’uscita limitata. Il 28, il 29 e il 30 settembre però Naza è stato sempre il primo film al box office: in quei giorni è stato visto da 240mila persone incassando 1,8 milioni di euro, che è tantissimo.

Il distributore italiano I Wonder Pictures ha quindi deciso di allungare la permanenza in sala, intuendo che ci fosse una domanda più grande da soddisfare. È una decisione normale in questi casi, ma quello che è molto più raro è che poi nei giorni successivi e anche nel weekend NAZA abbia continuato a essere il film più visto, anche contro film più costosi e pubblicizzati.

Alla fine dei primi sette giorni l’incasso era di poco superiore a 3 milioni di euro (equivalenti a circa 400mila biglietti venduti) e anche nella seconda settimana di programmazione NAZA ha continuato ad andare bene, finendo secondo nel box office dietro all’horror Mammina con Jessica Chastain. L’incasso complessivo italiano fino a ora è poco meno di 5 milioni di euro, un risultato impressionante e che rappresenta ben più della metà degli incassi globali.

In Francia, dove è uscito solo per due giorni per vincoli legati alla programmazione, ha incassato tra i 600 e gli 800mila euro (in Italia nei primi due giorni aveva incassato oltre un milione). In Spagna ha avuto una distribuzione regolare e ha incassato 200.000 euro. Negli Stati Uniti invece, dove è uscito in 72 sale (diventate 85 dopo il weekend), ha incassato 500.000 dollari. Questo weekend uscirà nel Regno Unito.

Per fare un paragone con i film che sono adesso in sala, il nuovo reboot della saga Resident Evil ha incassato in totale 3,6 milioni, e Digger, che non è andato bene ma è comunque un film con Tom Cruise di cui si è parlato moltissimo, solo 1,2 milioni. Altri film che quest’anno sono arrivati a 5 milioni di euro di incasso sono The Drama (con Zendaya e Robert Pattinson) e il cartone Pixar Jumpers.

– Leggi anche: Cosa racconta NAZA

Non sono numeri da documentari, che di solito hanno risultati molto più modesti e, se si escludono quelli musicali o i film concerto, raramente superano il milione di euro. Un caso precedente ritenuto eccezionale fu Ennio, il documentario su Ennio Morricone, uscito solo un anno dopo la sua morte e diretto da Giuseppe Tornatore. Quel film nel 2021, quindi in un periodo non facile per le sale quando ancora c’era il distanziamento fisico, incassò 2,8 milioni di euro.

NAZA non somiglia al solito documentario, non ricostruisce una storia nota mettendo in fila fatti e situazioni di cui si aveva già notizia, ma è la versione filmata di un’inchiesta realizzata insieme al Guardian e co-prodotta dal giornale. Contiene testimonianze anonime di 24 soldati e membri dell’intelligence dell’esercito israeliano, che dai tetti di Tel Aviv svelano nel dettaglio le tecniche con cui bombardano Gaza, e il funzionamento dei sistemi con i quali vengono individuati gli obiettivi e stimate le vittime civili.

A differenza di molti altri documentari, NAZA è arrivato in sala dopo essere stato presentato a Venezia e aver vinto il Premio speciale della giuria, ma anche in un momento favorevole visto il tema che tratta. L’uscita del 28 settembre era molto vicina al 7 ottobre, la data dell’attacco terroristico di Hamas che ha provocato l’invasione israeliana nella Striscia. Ma non era scontato un successo simile.

L’uscita evento, quella di soli tre giorni, di solito viene scelta per film che non riempirebbero le sale ma si pensa possano avere un pubblico molto affezionato, per quanto ristretto. Alcuni anime, alcuni film concerto o per l’appunto documentari con temi molto settoriali scelgono questa modalità. Riducendo i giorni di programmazione e creando quindi un “evento” (o lo si vede in sala in quel momento o non sarà più possibile farlo), si concentra il pubblico riempiendo i cinema invece di spalmarlo su più giorni. E solitamente i tre giorni non sono il weekend, perché è noto che durante la settimana c’è un pubblico diverso e più propenso a vedere film piccoli e d’autore.

Non è quindi troppo strano che nella prima giornata di programmazione, quando era presente in poco meno di 400 sale, NAZA avesse incassato più del ritorno in sala di Avengers: Endgame (il secondo film di maggiore incasso della storia del cinema) e di Heart of the Beast con Brad Pitt. Lo è di più il fatto che NAZA sia stato il raro caso in cui la risposta in quei tre giorni è stata tale da prolungare la permanenza in sala. Una strategia pensata per concentrare il pubblico e ottimizzare un incasso piccolo è diventata una strategia da “crescita lenta”, quella che parte con poche sale concentrando l’attenzione di pubblico e media e poi le aumenta, assecondando la domanda.

L’intenzione di chi lo ha realizzato è farlo vedere il più possibile, tanto che è stato già annunciato che una volta finita la circolazione nei cinema verrà messo online gratuitamente, e anche per questo il governo israeliano ha deciso di rispondere. Prima ha pubblicato una lettera per criticare il documentario e i suoi registi sostenendo che contenga falsità; poi ha promosso un documentario che porta avanti una tesi opposta, cioè che l’esercito israeliano sia “il più virtuoso al mondo”; infine ha annunciato un’indagine interna per scoprire l’identità dei 24 soldati coinvolti nel documentario.

A dimostrazione di come non sia stato un risultato scontato, anche considerato il tema, l’anno scorso il film La voce di Hind Rajab, che racconta la storia vera del tentativo di salvataggio di una bambina palestinese rimasta intrappolata in un’auto, dopo un attacco israeliano che aveva ucciso gli altri familiari, aveva incassato 1,3 milioni di euro in Italia. Il distributore era sempre I Wonder Pictures, e anche in quel caso il film era passato a Venezia uscendone con un premio, e ottenendo peraltro maggiori riconoscimenti di critica per quanto riguarda l’aspetto formale e cinematografico.

L’incasso sorprendente di NAZA ha avuto una ricaduta positiva anche su altri film che trattano il medesimo tema, e per alcuni giorni infrasettimanali ci sono stati quindi tre film su Israele e Palestina nei dieci migliori incassi italiani. Uno è Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio, un film di finzione sulla rivolta araba del 1936-1937, uscito il 10 settembre, che ha avuto un ritorno di incassi a inizio ottobre fino ad arrivare a 390mila euro. L’altro è il documentario The Bibi Files, sul sistema di potere e sulle inchieste in cui è coinvolto Benjamin Netanyahu, che ha incassato 325mila euro.

– Leggi anche: Che cos’è il sistema NAZA dell’esercito israeliano