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  • Sabato 10 ottobre 2026

L’accordo di Trump e Putin sul gasolio potrebbe non servire a molto

Non è abbastanza per far scendere i prezzi del carburante in modo consistente, e finirà soprattutto per legittimare il regime russo

Donald Trump e Vladimir Putin nel 2019 (AP Photo/Susan Walsh, File)
Donald Trump e Vladimir Putin nel 2019 (AP Photo/Susan Walsh)
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Venerdì sera Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti hanno sospeso le sanzioni contro la Russia sulle esportazioni di gasolio, per consentire alla Russia di immetterne sul mercato mondiale e americano e fare così abbassare i prezzi. Trump ha presentato l’accordo con toni trionfali: «I prezzi del gasolio per gli americani e per il mondo SCENDERANNO, A LIVELLO RECORD, E IN FRETTA!», ha scritto sul suo social Truth.

In realtà per ora c’è grande scetticismo sul fatto che davvero l’accordo possa fare abbassare significativamente il prezzo del gasolio, e che quindi Trump possa ottenere il suo obiettivo principale: quello di fare abbassare i prezzi del carburante per i cittadini statunitensi in tempo per le elezioni di metà mandato a inizio novembre.

Sull’accordo, che è stato confermato dalla Russia, si conoscono pochi dettagli. Trump ha detto che la Russia esporterà sui mercati internazionali 300.000 tonnellate di gasolio immediatamente; 500.000 tonnellate a novembre; un milione di tonnellate dopo novembre e, se le condizioni delle raffinerie russe lo permetteranno, altri tre milioni di tonnellate in seguito.

Il primo dubbio riguarda il fatto che la Russia riesca davvero a esportare queste quantità. Negli ultimi mesi gli attacchi a lungo raggio dell’Ucraina contro le raffinerie russe hanno provocato una grossa crisi nel paese, tanto che il regime di Putin a luglio aveva imposto un divieto di esportazione del gasolio, proprio per evitare che il mercato interno rimanesse sguarnito. La crisi energetica russa in realtà riguarda soprattutto la benzina, ma non è un caso che gli ultimi tre milioni di tonnellate di gasolio promessi siano condizionati allo stato delle raffinerie russe.

L’altra questione, più rilevante, è che il carburante promesso non è molto se rapportato al fabbisogno mondiale.

Uno slogan della campagna elettorale di Trump del 2024: «Trivella baby, trivella!» (AP Photo/Alex Brandon, File)

Uno slogan della campagna elettorale di Trump del 2024: «Trivella baby, trivella!» (AP Photo/Alex Brandon)

Convertendo le tonnellate in barili, unità di misura più comune in Occidente, la Russia dovrebbe esportare circa 2,2 milioni di barili immediatamente; 3,7 milioni di barili a novembre e 7,5 milioni di barili in seguito. È una quantità abbastanza limitata se si pensa che nel mondo vengono bruciati 30 milioni di barili di gasolio al giorno, e che la sola Russia, quando la sua produzione era a regime, esportava ogni giorno circa 800mila barili. In pratica: la Russia ha promesso di esportare tra ottobre e novembre quello che fino alla fine del 2025 esportava in una settimana.

«Questi barili potrebbero aiutare, ma potrebbero anche non arrivare mai sul mercato, e ciò che arriverà potrebbe essere troppo poco e troppo tardi», ha detto a Bloomberg Rebecca Babin, un’analista della società di investimenti CIBC.

La speranza di Trump è che l’accordo sul diesel con la Russia faccia abbassare il prezzo dei carburanti «IN FRETTA!», come ha detto lui, e riduca la pressione sulla sua amministrazione e sul Partito Repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato, in cui si rinnovano la Camera e parte del Senato. Secondo i sondaggi i Repubblicani sono in svantaggio, e l’aumento del costo della vita e dell’energia, provocato tra le altre cose dalla guerra in Medio Oriente cominciata da Trump stesso, è una delle questioni che li penalizzano maggiormente. Come dicevamo, però, il piano rischia di fallire.

Il risultato maggiore dell’accordo rischia di essere una nuova legittimazione internazionale del regime di Putin. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che l’accordo è «assolutamente terribile» e che «sembra un regalo di buon compleanno a Putin», che questa settimana ha compiuto 74 anni.

L’Unione Europea e il Regno Unito per ora mantengono le sanzioni sul gasolio russo, mentre l’Australia ha detto che non ha intenzione di comprare il carburante russo immesso sul mercato grazie all’accordo con Trump.