Israele sta promuovendo un contro documentario di NAZA
Ha un titolo e uno stile simili, con interviste sui tetti di Tel Aviv: e descrive l'esercito come «il più virtuoso al mondo»
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Il governo israeliano sta promuovendo un documentario che s’intitola NAZA: La storia vera e che imita lo stile di NAZA, il documentario che descrive il sistema con cui l’esercito israeliano ha ucciso decine di migliaia di civili palestinesi nella Striscia di Gaza. Quello promosso da Israele è un film che cerca di ribaltare le tesi del documentario originale, descrivendo l’esercito israeliano come «il più virtuoso del mondo». Proprio come NAZA, usa interviste notturne sui tetti di Tel Aviv a militari anonimi. In questi giorni varie ambasciate israeliane hanno condiviso sui loro profili social il link per vedere il documentario, distribuito solo online.
Il vero NAZA era uscito al cinema in molti paesi dalla fine di settembre. Diretto dai registi Yuval Abraham e Rachel Szor (gli stessi di No Other Land) e prodotto dal quotidiano britannico Guardian, aveva avuto una enorme risonanza mondiale, vinto il Premio speciale della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia e suscitato una violenta reazione in Israele. Il governo israeliano aveva criticato duramente il film e il ministro della Cultura Miki Zohar aveva chiesto di revocare la cittadinanza ai registi. L’esercito aveva pubblicato un lungo documento che cercava di confutare le rivelazioni del documentario e nell’ambiente della destra israeliana i due registi erano stati apertamente minacciati.
NAZA: La storia vera è stato realizzato da Ariel Averbuch, un avvocato israeliano, ex riservista militare e fondatore di una organizzazione che già aveva lanciato campagne contro No Other Land, che raccontava la distruzione di Masafer Yatta, in Cisgiordania. Un altro degli autori, Roi Danino, è un militare candidato con il partito di destra “Prima Israele”. L’ambasciata israeliana negli Stati Uniti, che ha condiviso il documentario sui suoi profili social, ha detto che il ministero degli Esteri israeliano non è coinvolto nella produzione del film, ma che è interessato a promuoverne il messaggio, per contrastare quello di NAZA.
Il vero NAZA si basa sulle interviste a 24 tra soldati e membri dell’intelligence israeliana che raccontano in anonimato la normalizzazione dei massacri che Israele ha compiuto nella Striscia di Gaza. Il titolo è un’espressione coniata dall’esercito israeliano che deriva dalle parole ebraiche nezek agavi, ossia “danno collaterale”.
Nelle interviste di NAZA: La storia vera invece altri militari raccontano cose opposte e sostengono che i militari rispettino tutte le procedure. L’esercito israeliano ha ucciso oltre 73mila palestinesi, perlopiù civili, dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza, portando avanti una distruzione sistematica di tutto il territorio.

Una protesta di attivisti di destra all’esterno della casa dei genitori della regista Rachel Szor a Savyon, Israele (Tomer Neuberg/JNA via ZUMA Press Wire)
Il sito nazadocumentary.com che ospita il documentario promosso dal governo israeliano è stato registrato 16 giorni dopo la presentazione a Venezia di NAZA. Inizialmente fingeva di essere una pagina ufficiale del vero film, poi ha preso la forma attuale con l’altro documentario, di 49 minuti. Il film e il sito sono tradotti in una quarantina di lingue (compreso l’italiano) e sulla homepage appare un contatore che indica il numero di persone che avrebbero visto il film: oltre 42 milioni. Il Guardian ha provato a chiedere informazioni su questa cifra, poco plausibile, senza ottenere risposte: su YouTube il documentario risulta essere stato visto circa 30mila volte.
– Leggi anche: Cosa racconta NAZA



