In Francia si continua a protestare
Dopo le grandi manifestazioni di martedì migliaia di studenti sono di nuovo scesi in piazza, e a Parigi ci sono stati scontri
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Due giorni dopo le ampie proteste che hanno portato decine di migliaia di studenti delle scuole superiori a manifestare in moltissime città, giovedì in Francia ci sono state nuove manifestazioni per chiedere condizioni migliori per studiare. Sono stati cortei in gran parte pacifici, più tranquilli di quelli di martedì e molto partecipati quasi dappertutto. Ci sono però stati scontri tra i manifestanti e la polizia in piazza della Bastiglia, in centro a Parigi, dove era diretto il corteo.
La polizia ha detto che nel pomeriggio alcuni manifestanti hanno lanciato petardi e sampietrini contro gli agenti di polizia, che poi hanno cercato di disperdere una ventina di black bloc che stavano lanciando altri oggetti. In seguito la polizia è intervenuta con gas lacrimogeni e getti d’acqua. Per via degli scontri e del gran numero di studenti presenti, la prefettura di Parigi aveva ordinato la deviazione del corteo su percorsi alternativi, d’accordo con gli organizzatori.
Il ministero dell’Interno ha detto che a Parigi sono state arrestate 504 persone, e che ci sono 48 feriti tra agenti di polizia e gendarmi.

Un momento degli scontri tra manifestanti e polizia a Parigi, 8 ottobre 2026 (AP Photo/Teresa Suarez)
Giovedì ci sono state manifestazioni anche a Lille, Nantes, Lione, Tolone e Marsiglia, tra le altre. A Rennes la polizia in tenuta antisommossa ha usato getti d’acqua per disperdere i manifestanti, come aveva già fatto martedì. Un liceo vicino a Bordeaux è invece stato vandalizzato da un gruppo di ragazzi incappucciati: il preside ha detto che sono stati rubati alcuni computer ed è stato appiccato un incendio, con danni stimati tra i 100mila e i 200mila euro.
Nonostante le proteste, quasi tutte le scuole francesi sono rimaste aperte o comunque almeno in parte operative. Secondo il ministero dell’Interno francese alle manifestazioni hanno partecipato oltre 70mila persone. Per il principale sindacato nazionale invece erano almeno 130mila.
Le proteste erano cominciate a fine settembre a Parigi, e si sono poi allargate in tutto il paese. Gli studenti dicono che le aule sono troppo piccole, sovraffollate e sporche, che mancano sia il personale scolastico sia le dotazioni di base come banchi e sedie, e criticano anche le modalità di accesso all’università. In qualche caso alle manifestazioni si sono uniti anche studenti universitari, insegnanti e figure pubbliche.
In serata il ministro dell’Istruzione, Édouard Geffray, ha annunciato le prime misure per far fronte alla crisi. Ha promesso che già nei prossimi giorni circa 3mila insegnanti al momento non occupati verranno assegnati a oltre 500 scuole individuate come problematiche. Ha inoltre autorizzato i rettori ad assumere centinaia di altri docenti, e parlato di misure che costeranno in totale «diverse decine di milioni» di euro. Per martedì 13 ottobre intanto è prevista un’altra giornata di proteste.
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