La vecchia Atari ha un’idea nuova

Il marchio della storica azienda che inventò i videogiochi negli anni Settanta vuole affermarsi come editore che preserva o riscopre vecchi titoli

La postazione di Atari alla fiera Gamescom di Colonia, in Germania, ad agosto 2026 (Krisztian Bocsi/Bloomberg)
La postazione di Atari alla fiera Gamescom di Colonia, in Germania, ad agosto 2026 (Krisztian Bocsi/Bloomberg)
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Nel mondo dei videogiochi la pubblicazione di Grand Theft Auto VI, che sarà disponibile dal 19 novembre, è talmente attesa che quasi tutti gli altri grandi editori hanno scelto di far uscire i propri giochi di punta nei mesi prima o in quelli successivi. Atari invece ha piani differenti, e a novembre pubblicherà due videogiochi: Barbie Rewind e Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered.

Nessuno dei due videogiochi ha l’ambizione di sfidare Grand Theft Auto VI, ed è proprio questo il punto. Barbie Rewind è una raccolta di videogiochi modesti dedicati alla celebre bambola e pubblicati negli anni Novanta e Duemila, mentre Godzilla: Destroy All Monsters Melee Remastered venne inizialmente pubblicato nel 2002 con poco successo. Da qualche anno il modello di business di Atari punta infatti sul riproporre vecchi videogiochi non più disponibili, una fetta di mercato che non interessa particolarmente agli altri editori, ma che sta iniziando a dare buoni risultati.

«Cosa possiamo fare meglio di chiunque altro nel mondo?» si è chiesto Wade Rosen nel 2021, quando è diventato l’amministratore delegato di Atari. «Non siamo nella posizione di poter competere con Microsoft, Sony o Nintendo», ha detto citando le grandi aziende che producono console e vendono milioni di copie dei loro videogiochi, «quello che possiamo fare meglio di chiunque altro è il retrogaming».

Con “retrogaming” si intende l’interesse per videogiochi molto vecchi e solitamente non più in commercio, e Rosen sa di poter contare su studi con un’eccellente esperienza nel campo, oltre che su un marchio che ha un forte legame con le origini del settore. A guardare i risultati dell’ultimo anno fiscale, il business principale di Atari è tornato a essere profittevole per la prima volta dopo molti anni.

Atari, fondata nel 1972 negli Stati Uniti, inventò di fatto il mercato dei videogiochi, sia quello delle macchine a gettone per bar e ristoranti, sia quello casalingo con le console da collegare al televisore e i giochi intercambiabili. Dopo una lunga serie di acquisizioni e cessioni dell’azienda e del marchio iniziata negli anni Ottanta, oggi di quella Atari rimane solo il nome. L’azienda che oggi si chiama così fu invece fondata in Francia negli anni Ottanta col nome Infogrames e adottò il nome Atari nel 2003, due anni dopo averla acquisita.

Nel 2021 l’amministratore delegato che ha preceduto Rosen, Frédéric Chesnais, aveva puntato su una criptovaluta il cui valore era crollato nel giro di pochi giorni, contribuendo a un processo di impoverimento del marchio Atari iniziato decenni prima.

Il CEO di Atari Wade Rosen (dal canale YouTube di Atari)

Le cose cambiarono con l’arrivo di Rosen: nel 2021 investì in Antstream, un servizio di streaming di retrogaming, e nel 2023 acquisì Digital Eclipse e Nightdive Studios, due studi specializzati nelle riedizioni di videogiochi del passato con un ricco portfolio. Per Rosen l’attività principale di Atari dev’essere la conservazione dei videogiochi, e non solo di quelli più apprezzati o più venduti.

Atari e Digital Eclipse hanno iniziato a collaborare per la realizzazione di Atari 50: The Anniversary Celebration, una raccolta di videogiochi del 2022 che celebra i 50 anni di Atari. Alla base del progetto c’era la volontà di mettere in primo piano non solo i videogiochi, ma anche le interviste alle persone che li crearono e le fasi dello sviluppo del gioco, anche attraverso molti documenti digitalizzati e resi pubblici per la prima volta. Questo formato è stato particolarmente apprezzato e ha ribaltato l’usuale approccio delle raccolte di videogiochi, che fino a quel momento si limitavano a mettere assieme una manciata di videogiochi, con contenuti aggiuntivi limitati o addirittura inesistenti.

Da Atari 50: The Anniversary Celebration

Da quando si è rilanciato nel 2015 come uno degli studi di riferimento per la riproposizione di videogiochi del passato, Digital Eclipse ha lavorato principalmente con titoli degli anni Ottanta e Novanta impostati su due dimensioni (come i classici giochi di Super Mario o Sonic the Hedgehog, per intenderci). Nightdive Studios ha fatto l’opposto: nel suo portfolio ci sono riedizioni di videogiochi in tre dimensioni come Quake o System Shock 2, inizialmente pubblicati tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila.

Sotto la guida di Rosen, Atari ha cominciato anche a pubblicare videogiochi ormai dimenticati dai loro editori e sviluppatori, «ma che probabilmente hanno ancora qualcosa da dire», o nuovi titoli a loro ispirati. Quest’anno ha pubblicato Bubsy 4D, il nuovo capitolo di una serie che debuttò nel 1993 e che non ha prodotto alcun classico, ma che può contare su una cerchia di nostalgici potenzialmente sufficiente a giustificare il limitato budget del progetto.

Bubsy fa parte di un pacchetto di oltre cento proprietà intellettuali acquisite nel 2023 da Atari, che ha fatto la stessa cosa tra il 2025 e il 2026 con alcuni videogiochi originariamente pubblicati da Ubisoft, uno dei più importanti editori di videogiochi al mondo, e poi con i primi episodi della serie Wizardry, che negli anni Ottanta fu determinante nel definire come dovesse essere fatto un videogioco di ruolo. Per Rosen l’importanza di questi videogiochi va oltre i meriti tecnici e la qualità delle loro idee: «sono giochi che hanno un legame con generazioni di videogiocatori non solo per come sono fatti, ma per come ci fanno sentire».

Nel 2026 Atari ha già pubblicato e pubblicherà raccolte di videogiochi del passato, tra cui alcune dedicate a Toy Story, ma anche riedizioni di singoli videogiochi come Outlaws (realizzato nel 1997 dagli studi di George Lucas) o SiN Reloaded, uno sparatutto che ebbe un moderato successo nel 1998. Nessuno di questi videogiochi ha a che fare con l’Atari degli anni Settanta e Ottanta.

Per celebrare la storica Atari, quella di classici fondamentali per il settore come Pong (il primo videogioco a ottenere un significativo successo commerciale), nel 2023 è stata lanciata Atari 2600+, una versione aggiornata di una console di enorme successo del 1977. Atari 2600+ può riprodurre tutte le cassette di gioco prodotte per la console originale e per un modello successivo del 1986. A partire da novembre Atari e l’editore Activision pubblicheranno nuovamente quasi 40 videogiochi per Atari 2600+, ma compatibili anche con le console originali, in edizioni da collezione con manuali a colori, spille e altri gadget. Il primo videogioco a disposizione sarà Pitfall!, un altro classico dei primi anni della console. Ogni videogioco è venduto a poco meno di 40 euro, ma l’edizione Deluxe dell’intera raccolta costa 1.100 euro.

Negli ultimi due anni Atari ha comprato Implicit Conversions, uno studio specializzato nelle conversioni dei videogiochi da un hardware all’altro, e soprattutto Thunderful Games, che finora si è occupato di videogiochi nuovi e dall’approccio più contemporaneo. Anche in questo caso l’idea di Atari è di sfruttare la propria conoscenza dei videogiochi del passato. «Non mi interessa pubblicare videogiochi complicati, in cui ci sono noiose liste di cose da fare», ha commentato Rosen riferendosi allo stile dei giochi dei grandi editori, spiegando poi che l’obiettivo è realizzare giochi più semplici, intuitivi e che non spaventino chi si avvicina per la prima volta.