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  • Venerdì 2 ottobre 2026

Zidane ha detto di non avere rimorsi per la testata a Materazzi

L'allenatore della Francia ne ha parlato prima della partita contro l'Italia

L'allenatore della Francia Zinédine Zidane durante la conferenza stampa prima di Turchia-Francia, 24 settembre 2026 (AP Photo/Khalil Hamra)
L'allenatore della Francia Zinédine Zidane durante la conferenza stampa prima di Turchia-Francia, 24 settembre 2026 (AP Photo/Khalil Hamra)
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Giovedì, durante la conferenza stampa prima di Francia-Italia di Nations League, che si gioca venerdì sera, l’allenatore della nazionale francese Zinédine Zidane ha parlato della testata che diede a Marco Materazzi nel 2006 durante la finale dei Mondiali. Ha detto di non avere alcun rimorso, ma nemmeno di andarne fiero: Zidane ha detto di non averne mai parlato con Materazzi e ha aggiunto: «Non ho fatto solo questo, ci sono altre immagini di me e penso quindi a quelle più positive».

Quella finale fu l’ultima partita della carriera di Zidane, che fino a quel momento era stato uno dei migliori calciatori del torneo. Nei supplementari, sul punteggio in parità, colpì con una testata al petto Materazzi, difensore dell’Italia, che poco prima aveva rivolto un insulto su sua sorella. Zidane fu espulso grazie ai replay visti a bordo campo, e fu la prima volta in cui fu presa una decisione così importante in questo modo, dieci anni prima che la moviola in campo (il VAR) venisse effettivamente introdotta. L’arbitro della partita, l’argentino Horacio Elizondo, non aveva visto la testata in diretta.

Nonostante questo brutto finale di carriera l’immagine che si ha di Zidane – almeno fuori dall’Italia – è rimasta molto positiva. Quella cioè di un calciatore fenomenale, elegantissimo e vincente; uno dei migliori centrocampisti della storia del calcio.

Zidane debuttò nel campionato francese con il Bordeaux e nel 1996 arrivò alla Juventus, allora una delle squadre più forti d’Europa. Ci rimase fino al 2001 e vinse due Scudetti, una Supercoppa Italiana, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa Europea, e nel frattempo vinse anche un Mondiale e un Europeo con la Francia, nel 1998 e nel 2000. Nel 1998 Zidane vinse anche il Pallone d’Oro, il più importante riconoscimento individuale nel calcio.

Zidane finì la sua carriera nel Real Madrid, con cui nel 2002 vinse la Champions League con il suo memorabile gol in finale contro il Bayer Leverkusen. Fu proprio nel Real Madrid che, anni dopo, Zidane iniziò la sua carriera come allenatore: allenò la squadra una prima volta tra 2016 e 2018, vincendo di tutto, e poi una seconda volta tra 2019 e 2021, quando vinse un campionato e poco più. Fino a questa estate, quando è stato nominato allenatore della Francia, Zidane non ha più allenato nessuna squadra.

Con la Francia Zidane dovrà cercare di replicare quanto fece al Real Madrid tra il 2016 e il 2018: gestire un gruppo numeroso di calciatori molto forti e rispettare le ambizioni che questa cosa porta con sé. Lui stesso ha detto che l’obiettivo della Francia è «vincere il girone [di Nations League] e continuare».

– Leggi anche: A cosa serve e come funziona la Nations League

Forse sopravvalutando l’Italia, o forse per non mettere troppa pressione ai propri calciatori, Zidane ha detto che «è una bella squadra, non è la stessa di una volta ma questo vale anche per la Francia» e che «sarà una gara complicata».

L’Italia e la Francia, però, partono da due contesti molto differenti. L’Italia non va ai Mondiali da tre edizioni, ha appena cambiato allenatore (è tornato Roberto Mancini, tre anni dopo) e in squadra non ha nessun calciatore che possa essere definito “il migliore del mondo” nel suo ruolo. Nelle sue prime due partite di Nations League ha perso in modo molto deludente contro il Belgio, per 2 a 0, e poi vinto in modo convincente contro la Turchia, per 4 a 1. Insomma, è ancora una squadra con molte incertezze.

La Francia ha calciatori fortissimi, che questa estate sono arrivati fino alle semifinali ai Mondiali, e Zidane ha così tanta scelta che può permettersi di lasciare in panchina dei giocatori che in quasi tutte le altre nazionali sarebbero titolari costanti.

Nelle sue prime due partite di Nations League, le prime con Zidane, la Francia ha vinto 1 a 0 contro la Turchia e poi contro il Belgio – tra l’altro mettendo in squadra due squadre completamente diverse, a dimostrazione della cosiddetta profondità della rosa.

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