La WNBA ha perso “Spettacolo”
Cioè Olivia Miles: una giocatrice entusiasmante, la cui squadra di basket è stata eliminata ai playoff
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La città di Minneapolis, negli Stati Uniti, è piena di cartelloni pubblicitari e immagini di una ragazza con un’enorme capigliatura afro e degli occhiali sportivi, neri e molto spessi. Si chiama Olivia Miles, ha 23 anni ed è un’entusiasmante giocatrice di basket delle Minnesota Lynx. È soprannominata “the Spectacle”, che in inglese vuol dire sia “occhiali” sia “spettacolo”.
Quest’anno Miles è stata nominata all’unanimità esordiente dell’anno in WNBA, il campionato nordamericano, e si è pure giocata il titolo di MVP, cioè quello di miglior giocatrice in assoluto. Ha portato le Lynx al primo posto della Western Conference (una delle due classifiche in cui è diviso il campionato) e sembrava che potesse persino giocarsi il titolo. Invece nel primo turno dei playoff (le fasi finali) le Lynx sono state eliminate a sorpresa dalle New York Liberty, arrivate ottave in classifica.
A inizio stagione Miles era considerata una delle giocatrici universitarie più promettenti in circolazione, ma ci si aspettava che – da esordiente – avrebbe fatto una stagione discreta, di ambientamento. Invece si è fatta molto notare per come è diventata determinante per le Lynx, che non ci si aspettava potessero arrivare prime in classifica e che hanno dovuto fare i conti con una lunga assenza di Napheesa Collier, la loro giocatrice di punta.
L’allenatrice delle Lynx ha raccontato che ancora prima dell’inizio della stagione, durante i primi allenamenti, le veterane della squadra «erano rimaste a bocca aperta» davanti alle giocate di Miles. In regular season, la prima fase del campionato, Miles ha giocato 40 partite, facendo in media oltre 19 punti, 6 assist e 4 rimbalzi. Sia nel tiro da due punti che in quello da tre ha fatto canestro con percentuali più alte di Caitlin Clark, una delle giocatrici più forti di tutta la WNBA e anche la più nota.

Olivia Miles durante il suo ultimo campionato universitario, 20 marzo 2026 (AP Photo/Tony Gutierrez)
Miles fa la playmaker, la giocatrice che gestisce il gioco e organizza l’attacco della squadra. È un ruolo che The Ringer definisce «intellettualmente faticoso e complicato», ma che lei ha saputo ricoprire con «efficienza da veterana, autorevolezza e personalità».
Miles è così rapida e astuta che a volte sembra anticipare i movimenti delle avversarie. Lo si vede molto bene nella giocata qui sotto, in cui segna, ruba subito la palla e segna di nuovo, si mette in difesa, prende la palla dalle mani di un’avversaria sotto il proprio canestro e poi va nella metà campo avversaria a segnare un tiro da tre punti.
Sono perfino più impressionanti i passaggi di Miles, che hanno uno stile particolare: fa una serie di movimenti della testa e del corpo per ingannare le avversarie prima di passare la palla. I passaggi sono eleganti, come se Miles vedesse il gioco al rallentatore.
Per qualità, esperienza e carisma Miles non è sembrata una rookie, come vengono chiamate le esordienti negli sport americani. Lo si vede da come parla durante le partite: è infatti anche una notevole trash-talker – cioè una di quelle giocatrici che spesso puntano a provocare e offendere l’avversaria per deconcentrarla. È una cosa diffusa in WNBA, ma è raro che un’esordiente sia così esplicita in campo.



