I domini internet sloveni sono diventati improvvisamente molto richiesti
Perché finiscono in .si, una sigla che potrebbe affermarsi dopo il tentativo di Trump di introdurre l'espressione “super intelligence”
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Dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva provato a introdurre un nuovo nome per l’intelligenza artificiale, insistendo per diffondere l’espressione “super intelligence”, le registrazioni di domini sloveni, che terminano in “.si”, sono aumentate di oltre il 2.100 per cento rispetto al mese scorso.
Nell’ultimo mese ne sono stati registrati 46mila: Klara Herman, la portavoce dell’azienda che gestisce i domini sloveni, ha definito l’aumento «senza precedenti». Secondo Herman, soltanto il 30 settembre ci sono state 11mila nuove registrazioni di siti web con dominio .si.
La spiegazione più plausibile è che sia una forma di speculazione: quando si paga per registrare un dominio internet, infatti, lo si possiede per un certo periodo di tempo. Chi ha registrato i domini che finiscono in .si, associandoli a parole chiave molto comuni o a nomi di marchi già esistenti, spera che in futuro per ragioni di marketing e riconoscibilità le aziende di AI saranno interessate a comprare quegli indirizzi (pagandoli molto più del costo di registrazione), perché associati a una sigla che si sarà diffusa in associazione all’intelligenza artificiale.
Era già successo con Anguilla, un piccolo territorio d’oltremare britannico nei Caraibi, che ha come dominio nazionale “.ai”. Questa coincidenza di sigle si è rivelata particolarmente redditizia per il territorio: secondo il Fondo monetario internazionale, i domini .ai registrati passarono da circa 144mila nel luglio del 2022 (l’anno del lancio di ChatGPT) a 354mila alla fine del 2023 e nello stesso anno generarono circa 32 milioni di dollari di entrate per il governo di Anguilla, poco più del 20 per cento delle sue entrate complessive.
Che l’espressione “super intelligence” si affermi effettivamente, però, è tutto da vedere. Sono un paio di settimane che Trump sta provando a fare un rebranding dell’intelligenza artificiale, tecnologia che è da sempre associata alla sigla AI, ormai molto radicata nel linguaggio comune e difficile da sostituire. «L’uso della parola “artificiale” la fa sembrare falsa», aveva però sostenuto Trump il 22 settembre durante il suo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. «Non è falsa, è davvero incredibile».
Nei giorni precedenti aveva consultato i suoi follower sul suo social network Truth, chiedendo consigli per un nuovo nome: “superior intelligence”, “extreme intelligence”, “supreme intelligence”.

Il 29 settembre Trump aveva poi firmato un ordine esecutivo che impone ai dipartimenti e alle agenzie dell’amministrazione federale che dipendono dal presidente di usare “Super Intelligence” ed “SI” al posto di “Artificial Intelligence” e “AI” nelle comunicazioni ufficiali, sui siti e nei rapporti.



