Storia e ambizioni di Alessandro Onorato

Chi è l'assessore romano che sta cercando di affermarsi a livello nazionale nel centro del centrosinistra

Alessandro Onorato a Roma, 25 settembre 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)
Alessandro Onorato a Roma, 25 settembre 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)
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I tassisti romani hanno dato un nome nuovo a una strada del centro di Roma: «La variante Onorato». È la strada che costeggia il Tevere dall’altezza della Bocca della Verità va sud, ed è l’alternativa più lunga e disagevole che devono usare quando c’è qualche concerto al Circo Massimo, essendo bloccata per ragioni di sicurezza la via che attraversa l’Aventino. I tassisti romani, si capisce, non amano Alessandro Onorato, l’assessore del comune ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda a cui si deve il grande aumento di concerti al Circo Massimo.

Lo si è capito anche alcuni giorni fa, quando Onorato si è fatto riprendere mentre se la prendeva con un gruppo di tassisti che, fuori dalla stazione Termini, si stavano «battendo le corse», per usare le parole di Onorato. Vuol dire che stavano cercando di accaparrarsi i turisti sprovveduti a cui chiedere cifre più alte, aggirando la fila dei clienti in attesa.

I tassisti lamentano che l’aumento di concerti e vari altri eventi nel centro della città abbia complicato il già congestionato traffico di Roma. Ma Onorato proprio di questo si fa vanto: di aver riportato artisti di grande fama, nazionale e internazionale, al Circo Massimo e all’Olimpico, e di aver aumentato in modo considerevole il numero degli eventi culturali. I critici sostengono che i concerti e gli eventi culturali siano aumentati troppo, e solo nelle sedi più in vista e centrali. Ma in ogni caso nella giunta capitolina c’è chi sostiene che questo suo zelo avesse fin dall’inizio un secondo fine: guadagnare visibilità per ritagliarsi un ruolo politico nazionale in vista delle elezioni del 2027.

Onorato sta provando a farlo con Progetto Civico, una specie di movimento centrista che guarda al centrosinistra, e che raccoglie diversi amministratori locali ed esponenti politici che fino a poco tempo fa orbitavano più che altro attorno al Partito Democratico. Una delle critiche fatte a Onorato, infatti, è di stare togliendo risorse proprio al centrosinistra con cui vorrebbe allearsi, e in particolare al PD.

– Leggi anche: Il Circo Massimo può reggere tutti questi concerti?

Il suo incarico Onorato se l’è guadagnato “sul campo”, per così dire: alle elezioni dell’ottobre del 2021 vinte da Roberto Gualtieri, la lista civica «Gualtieri Sindaco» promossa da Onorato ottenne oltre il 5 per cento, con poco meno di 55mila voti. Il risultato gli permise di rivendicare un assessorato per sé e uno per la capolista Monica Lucarelli, alle Attività produttive. Da un certo punto di vista sembrava il coronamento di una lunga e precoce carriera politica spesa a Roma, e di lui già si vociferava come di un possibile futuro sindaco.

Nato a Ostia nel 1980 da due genitori insegnanti, arrivati a Roma dalla Puglia, è cresciuto insieme a due fratelli e ha frequentato il liceo scientifico Federigo Enriques. Onorato va orgoglioso delle sue origini popolari, e di essere vissuto a lungo in una zona abbastanza degradata del litorale romano: ci ha costruito una sorta di mitologia personale per rispondere alle critiche di chi lo accosta allo stereotipo del «pariolino», cioè dello snob romano altolocato, critiche derivate anche dal fatto che ora vive nella zona di Ponte Milvio, a nord del centro.

Subito dopo il diploma, Onorato fondò con tre compagni dell’università un’agenzia di pubblicità di successo, tra le prime a introdurre spot nei cinema di Roma; poco dopo fondò e diresse Ostia Città, una rivista satirica free press, cioè gratis, che si occupava di cronaca e politica locale.

Nel 2006 Onorato incontrò il sindaco di Roma Walter Veltroni, impegnato nella campagna elettorale per la sua rielezione, a una cena organizzata per il lancio di “Ostia per l’Africa”, un CD prodotto dal gruppo musicale di una parrocchia con scopi di beneficenza. Veltroni gli propose di candidarsi nella sua lista, anche grazie al fatto che il fratello della madre di Onorato è Michele Placido, famoso attore e regista di cui Veltroni era amico, e infatti anche Placido finì nelle liste elettorali dei Democratici di Sinistra (DS) in quell’occasione, senza risultare eletto.

Alessandro Onorato all’apertura della campagna elettorale di Alfio Marchini all’Auditorium della Conciliazione, a Roma, il 5 marzo 2016 (Vincenzo Livieri/LaPresse)

Onorato invece, candidato al Municipio XIII, ottenne 800 preferenze e riuscì a diventare assessore municipale. Nel 2008 venne di nuovo eletto ma stavolta in consiglio comunale, con 3.600 preferenze, che diventarono 4.200 cinque anni dopo e 5.600 nel 2016, sempre riconfermato consigliere dopo aver tentato, ma senza riuscirci, di farsi eleggere alla Camera dei deputati nel 2013.

Nella politica romana, insomma, Onorato si guadagnò voti e fama. Lo fece cambiando più volte posizionamento. Dal centrosinistra (i DS prima e il PD poi) passò con l’UDC dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, un progetto di partito centrista che tentava di occupare nuovamente lo spazio politico della vecchia Democrazia Cristiana. In quel periodo Onorato si avvicinò ad Alfio Marchini, facoltoso imprenditore romano che si candidò nel 2013, e poi di nuovo nel 2016, sostenuto da Forza Italia. In tutti quegli anni, Onorato restò sempre all’opposizione: di Gianni Alemanno prima, di Ignazio Marino poi e infine di Virginia Raggi.

Nel frattempo, Onorato avviò un’attività di imprenditore nel settore della ristorazione. La sua azienda di catering ottenne di rifornire prestigiosi eventi sportivi e culturali, la squadra di calcio della Lazio (di cui Onorato è tifoso), e soprattutto grandi artisti che si esibiscono a Roma: è con questo lavoro che Onorato costruì molti dei legami con cantanti e attori di cui ha poi beneficiato in tempi più recenti, da assessore ai Grandi eventi di Gualtieri. Aprì poi locali di alta cucina, affidandosi a chef di grande fama, uno dei quali è ancora attivo in largo di Torre Argentina, in pieno centro storico. Nel 2020 si laureò in Economia aziendale, alla Lumsa, con una tesi dedicata proprio al piano industriale del suo ristorante.

Nonostante i cambi di posizionamento politico, Onorato è stato abile a costruirsi riferimenti stabili nel sistema di potere romano, proponendosi e affermandosi come uno dei referenti di quel mondo imprenditoriale, edilizio e culturale cittadino che ha più o meno esplicite simpatie progressiste. Da questo punto di vista, oltre che quella con Marchini, è importante la sua amicizia con Raffaele Ranucci, già senatore del PD dal 2008 al 2018, animatore insieme a Onorato della lista civica per Gualtieri nel 2021: Ranucci, imprenditore nel settore alberghiero, titolare di un lussuoso hotel nella zona sud di Roma, è l’attuale amministratore dell’Auditorium Parco della Musica, il più importante centro di eventi culturali della città.

Ranucci è uno dei più importanti referenti in città dei Caltagirone, la famiglia di costruttori forse più influente di Roma, e infatti Onorato ha saputo costruirsi buone relazioni anche con loro, proponendosi come un esponente del centrosinistra moderato e con approcci liberali a favore delle imprese. Tra le altre cose la famiglia Caltagirone è proprietaria del quotidiano Il Messaggero.

Alessandro Onorato, Goffredo Bettini e Giuseppe Conte durante un convegno alla Link University di Roma, il 19 settembre 2025 (Roberto Monaldo/LaPresse)

E fatalmente, Onorato è diventato in questi ultimi anni un pupillo di Goffredo Bettini, storico dirigente della sinistra a Roma, influentissimo nel PD ma anche capace di definire gli assetti di potere in tanti enti o istituzioni della città, più o meno direttamente connesse con la politica. Già in passato Bettini, da ex dirigente del Partito Comunista a Roma e da teorico di una svolta radicale del PD, ha saputo costruire coalizioni vincenti puntando su esponenti più centristi: è successo con Francesco Rutelli, la cui candidatura a sindaco fu agevolata proprio da Bettini, e poi in parte anche con lo stesso Veltroni, con Marino e più di recente con Gualtieri.

Ora la nuova scommessa di Bettini è Onorato. Da tempo Bettini si spende con discrezione a suo favore: è stato tra i primi a suggerire la necessità di creare una seconda componente centrista, oltre a quella per la quale lavora Matteo Renzi, coinvolgendo una rete di amministratori locali, con cultura politica abbastanza trasversale, che vedesse in Onorato un riferimento. Progetto Civico, il partito creato da Onorato, ha appunto questa ambizione, e si appresta a partecipare alle prossime elezioni politiche per rappresentare gli elettori moderati di centrosinistra.

A Bettini Onorato deve anche l’avvicinamento sempre più evidente al Movimento 5 Stelle, e in particolare al leader Giuseppe Conte. È stato Conte, di cui Bettini è uno dei consiglieri, a spendersi in più occasioni in favore di Progetto Civico, presentandolo come un movimento centrista utile alla causa del cosiddetto “campo largo” di centrosinistra ma lontano dalle mire di Renzi, nei cui confronti Conte nutre grande diffidenza. Lo si è visto anche in queste settimane, dopo che la nuova legge elettorale ha prefigurato una grossa complicazione per i piccoli partiti che cercano di entrare per la prima volta in parlamento: se la riforma verrà approvata in via definitiva alla Camera, entro la metà di ottobre, i nuovi partiti dovranno raccogliere almeno 6.000 firme in ogni collegio elettorale, molte di più delle 1.500 richieste finora.

Conte ha contrastato con veemenza questa nuova norma, arrivando a invocare anche l’intervento del presidente della Repubblica, ma contemporaneamente sta cercando di favorire una complessa manovra parlamentare: sta provando a far nascere una nuova componente alla Camera o al Senato, anche dislocando in un nuovo gruppo alcuni degli eletti del M5S, intitolandola formalmente a Progetto Civico. In questo modo, Onorato sarebbe esentato dal raccogliere 6.000 firme, e gliene basterebbero 1.500.