In Francia più di 400 scuole resteranno chiuse per le proteste studentesche
Si sono estese dai licei alle università e solo giovedì ci sono stati quasi 2mila fermi
- Condividi
- X
- Regala il Post

In Francia si sono intensificate le proteste che erano iniziate la scorsa settimana nei licei di alcune città per chiedere migliori condizioni di studio. Giovedì si sono estese a molte altre città francesi, coinvolgendo anche le università. Ci sono stati anche incidenti gravi e il ministero dell’Interno ha comunicato che giovedì sono state fermate 1.949 persone, quasi quattro volte quelle fermate martedì e mercoledì.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha convocato una riunione d’emergenza tra più ministeri. Il governo ha annunciato che venerdì più di 400 scuole resteranno chiuse, citando danni o timore di disordini, e che molti istituti adotteranno la didattica a distanza come soluzione temporanea.
Gli istituti coinvolti nelle proteste sono più di 300 e in alcuni dipartimenti, come quello delle Bocche del Rodano (quello di Marsiglia), ci sono stati incidenti in più di un terzo dei licei coinvolti. Alcuni sono stati molto gravi: a Nantes, per esempio, c’è stato un incendio doloso nell’atrio di un liceo, mentre a Marsiglia i vigili del fuoco sono stati aggrediti davanti al liceo Saint-Exupéry ed è stato dato fuoco a uno dei loro veicoli. Diversi presidi sono stati aggrediti, e a Marsiglia uno è stato persino cosparso di benzina. In alcune città, come Marsiglia e Strasburgo, sono stati bloccati autobus e tram come conseguenza delle proteste.
Le proteste erano cominciate la settimana scorsa nei licei dell’Île-de-France, la regione che comprende anche Parigi; giovedì sono stati coinvolti anche trenta campus universitari a Parigi, Strasburgo, Marsiglia, Lione, Reims, Poitiers e Nanterre. Gli studenti universitari si sono uniti per chiedere più risorse per l’istruzione superiore, mentre le rivendicazioni degli studenti liceali riguardano anche la sostituzione degli insegnanti assenti, la ristrutturazione degli edifici, classi meno sovraffollate e condizioni di apprendimento più dignitose.
Le proteste stanno diventando parte della campagna elettorale delle presidenziali che il prossimo maggio sostituiranno il presidente Emmanuel Macron (che dopo due mandati non può ricandidarsi), e stanno aumentando la pressione sul governo. Lecornu ha chiesto ai ministri di annullare viaggi ufficiali previsti nei prossimi giorni per concentrarsi sulla gestione delle proteste. Il ministro dell’Istruzione, Édouard Geffray, ha detto che venerdì incontrerà i rappresentanti delle organizzazioni studentesche.
Geffray ha già annunciato una prima concessione: il governo ha rinunciato a introdurre un pagamento di 178 euro per iscriversi al Brevet de Technicien Supérieur, un diploma di istruzione superiore che si consegue generalmente in due anni e sta a metà strada tra l’università e la formazione professionale, e di 270 euro per i corsi preparatori agli esami di ammissione delle Grandes Écoles, alcune delle istituzioni di istruzione superiore più selettive e prestigiose del paese.



