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  • Mercoledì 30 settembre 2026

Gli ultimi soldati statunitensi hanno lasciato l’Iraq

Oggi è finita l'operazione “Inherent Resolve”, avviata 12 anni fa per combattere l'ISIS

Un convoglio di mezzi e soldati iracheni per celebrare il ritiro delle truppe statunitensi dal paese, nella capitale Baghdad il 30 settembre 2026 (AP Photo/Hadi Mizban)
Un convoglio di mezzi e soldati iracheni per celebrare il ritiro delle truppe statunitensi dal paese, nella capitale Baghdad il 30 settembre 2026 (AP Photo/Hadi Mizban)
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Le ultime truppe statunitensi stanziate in Iraq hanno completato il loro ritiro dal paese. Oggi, 30 settembre, finisce ufficialmente l’operazione internazionale nota come “Inherent Resolve”, avviata dagli Stati Uniti e da diversi paesi alleati (Italia inclusa) nel 2014 per combattere l’ISIS, che in quel momento stava conquistando ampie porzioni del territorio di Iraq e Siria.

Iraq e Stati Uniti hanno promesso di continuare a collaborare in materia di difesa, ma non è ancora chiaro quale forma assumerà questa collaborazione. Il dipartimento della Difesa statunitense ha detto che continuerà a fornire «addestramento mirato e sostegno di intelligence» all’Iraq. Durante la cerimonia per il ritiro, il primo ministro iracheno Ali al Zaidi ha ringraziato gli Stati Uniti e gli altri paesi che hanno combattuto l’ISIS in Iraq.

La fine dell’operazione era stata concordata nel 2024 dal governo iracheno con l’amministrazione statunitense dell’allora presidente Joe Biden, e ha coinvolto anche i paesi alleati: i soldati italiani hanno lasciato il paese martedì. Ora fra gli iracheni c’è molta incertezza su come cambierà la situazione militare nel paese. Secondo molti analisti il ritiro dei contingenti internazionali lascerà maggior spazio alla presenza di milizie sciite sostenute dall’Iran. Sono gruppi che già hanno una forte presenza in Iraq e durante la guerra contro l’Iran iniziata dagli Stati Uniti il 28 febbraio hanno compiuto diversi attacchi contro postazioni statunitensi nel paese.

Nel 2011, appena tre anni prima dell’inizio dell’operazione “Inherent Resolve”, gli Stati Uniti avevano completato il ritiro delle truppe dall’Iraq dopo l’invasione del 2003, che aveva avuto come obiettivo la deposizione del dittatore Saddam Hussein. La guerra era iniziata col falso pretesto che il suo regime disponesse di armi di distruzione di massa, e provocò la morte di centinaia di migliaia di persone. Durante il mandato del presidente statunitense Joe Biden, nel 2021, i soldati statunitensi si erano ritirati anche dall’Afghanistan, dopo 20 anni di presenza, in quel caso però in modo improvviso.