La Formula 1 tornerà a Imola?
Potrebbe succedere il 6 dicembre, in quello che sarebbe l'ultimo Gran Premio dell'anno, ma non c'è ancora niente di deciso
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Nel maggio del 2025 la Formula 1 annunciò che dal 2026 non si sarebbe più corso il Gran Premio dell’Emilia-Romagna sullo storico autodromo di Imola, che è intitolato a Enzo e Dino Ferrari. La notizia non sorprese nessuno, vista la volontà del campionato di espandersi fuori dall’Europa e l’interesse di molti paesi a ospitarne una gara. Eppure poco più di un anno più tardi si parla – e lo si fa già da mesi – di un possibile ritorno di Imola nel Mondiale di Formula 1, seppur solo per quest’anno.
Imola è la principale alternativa ai Gran Premi programmati in Qatar ed Emirati Arabi Uniti, che ancora risultano nel calendario della Formula 1. Non c’è niente di ufficiale, e l’organizzazione sta prendendo tempo, più tempo che può, per provare ad andarci comunque, o quantomeno a non andarci ma senza scontentare i due paesi né perderci troppi soldi.
Sarebbe comunque solo per quest’anno, visto che nel 2027 la Formula 1 non è intenzionata a tornare a Imola, ma sarebbe per un Gran Premio molto importante: l’ultimo dell’anno, nell’anno in cui si fa sempre più vicina la vittoria di un pilota italiano. Era già successo nel 1953, quando il circuito di Imola era appena stato inaugurato: Alberto Ascari con la Ferrari a Monza partì in pole position, arrivò terzo e vinse il suo secondo Mondiale.
Imola tornerebbe nel calendario di Formula 1 per le conseguenze della guerra tra Iran e Stati Uniti, che è iniziata a febbraio (quando la Formula 1 già aveva deciso il suo calendario per quest’anno) e ha coinvolto gran parte del Medio Oriente. Ad aprile la Formula 1 aveva cancellato i Gran Premi dell’Arabia Saudita e del Bahrein (che è stato poi riprogrammato a Sepang, in Malaysia, per il 4 ottobre). Dato che la situazione nella zona è ancora instabile la Formula 1 potrebbe cancellare anche le ultime due gare della stagione – programmate in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti per il 29 novembre e per il 6 dicembre – e aggiungere al loro posto una gara a Imola, il 6 dicembre.
Secondo The Athletic, la Formula 1 – che è controllata dalla società Liberty Media – ha già dato il via libera al circuito di Imola per i tanti lavori necessari a ospitare un Gran Premio tra poco più di due mesi, per esempio la costruzione delle tribune. Una cosa non facile, visto che la preparazione richiede dai sei agli otto mesi.
Per ora si parla di Imola come di un “piano B”, ed è stato scritto che se poi si dovesse decidere di non correrci la Formula 1 coprirebbe tutti i costi per i preparativi. Ma è un piano B molto concreto. Il sito specializzato Motorsport ha scritto per esempio che «tutte le squadre hanno prenotato gli hotel per il weekend del 6 dicembre a Imola».
– Leggi anche: Il giorno che morì Ayrton Senna
Imola è un’ottima alternativa per la Formula 1, sotto molti punti di vista. Il suo circuito è storico e di culto: tra il 1981 e il 2006 ospitò il Gran Premio che all’epoca si chiamava “di San Marino”, in un’area in cui i motori sono una grande passione; è intitolato al fondatore della Ferrari e a suo figlio Alfredo, detto Dino; ed è il circuito dove nel 1994 ebbe un incidente mortale Ayrton Senna, tra i piloti più celebrati di sempre. Imola è poi logisticamente facile da raggiungere.
Dopo il 2006 Imola smise per diversi anni di ospitare il Mondiale di Formula 1, ma tornò nel 2020 per sostituire alcuni Gran Premi che erano stati soppressi a causa della pandemia di Covid. Anche in quel caso il circuito di Imola fu scelto per la sua storia e per le garanzie che dava nel poter organizzare con poco preavviso, e tra tante difficoltà, un Gran Premio. Imola ospitò poi un Gran Premio del Mondiale anche nel 2021, nel 2022, nel 2024 e nel 2025. Il Gran Premio del 2023 saltò a causa dell’alluvione che nel maggio di quell’anno interessò diverse aree dell’Emilia-Romagna.
Ci vorrà ancora un po’ di tempo per sapere con certezza se a dicembre la Formula 1 sarà a Imola. L’organizzazione sembra ancora intenzionata a finire il campionato in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti. Anzitutto per questioni economiche. La Formula 1, infatti, guadagna da un Gran Premio soprattutto dopo che questo si è corso: con quote pagate per ospitarlo, con i ricavi per i diritti TV e con le sponsorizzazioni. Secondo alcune stime, per aver cancellato i Gran Premi in Arabia Saudita e in Bahrein la Formula 1 ha già perso almeno 100 milioni di euro.
Da un punto di vista puramente economico, sia della Formula 1 sia di chi la paga per esserne sponsor, due Gran Premi sono meglio di uno. Imola sarebbe senz’altro un modo per limitare le perdite e ridurre i rischi, ma non la soluzione economicamente migliore.
Secondo alcune ricostruzioni la Formula 1 starebbe quindi prendendo tempo nella speranza che siano Qatar ed Emirati Arabi Uniti a cancellare le gare, così da poter chiedere loro un risarcimento almeno sui diritti televisivi.
Ma gli organizzatori del Gran Premio del Qatar e di quello di Abu Dhabi stanno andando avanti con i preparativi, insistendo sul fatto che i rispettivi paesi siano sicuri e lo saranno anche a fine novembre e inizio dicembre. Ad Abu Dhabi, per esempio, gli organizzatori stanno continuando ad annunciare i cantanti che parteciperanno al concerto in programma dopo l’arrivo del Gran Premio.
È comprensibile che la Formula 1 stia tentennando e rimandando il più possibile, ma i tempi ormai si fanno stretti: si parla di una decisione entro metà ottobre.
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Anche qualche pilota preferirebbe non cambiare più nulla nel calendario. Lewis Hamilton, che ha vinto sette Mondiali e gareggia per la Ferrari (che avrebbe probabilmente piacere nell’avere un Gran Premio vicino alla sua sede), ha detto che secondo lui a Imola farà troppo freddo a dicembre. In realtà, il clima non dovrebbe essere un problema. Mattia Binotto, il team principal (il capo) della scuderia tedesca Audi, ha ricordato che in quel periodo dell’anno le temperature medie a Imola sono più alte di quelle di Las Vegas a fine novembre, quando lì si corre la Formula 1.



