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  • Mercoledì 30 settembre 2026

La misteriosa morte della nipote di Hitler

Alcuni documenti scoperti da poco alimentano nuovi sospetti sul possibile coinvolgimento dello zio, una tesi screditata ma dibattuta da sempre

Geli Raubal, al centro, vicino alla madre Angela Raubal
Geli Raubal, al centro, vicino alla madre Angela Raubal (AP)
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A settembre del 1931 una donna di 23 anni fu trovata morta con un colpo di pistola al petto in una stanza di un grande appartamento a Prinzregentenplatz, a Monaco di Baviera, in Germania. Sia la pistola che l’appartamento erano di Adolf Hitler, leader del partito nazista, non ancora al potere. Lei era Geli Raubal, figlia di una sorellastra di lui. Il caso fu archiviato come suicidio, ma alimenta dubbi e sospetti praticamente da sempre.

Lo storico Harald Sandner ha scoperto di recente alcuni documenti d’archivio che ha condiviso con il settimanale tedesco Der Spiegel e che hanno suscitato nuovo interesse per questa storia, perché non permettono di escludere un coinvolgimento di Hitler nella morte della nipote. È una tesi generalmente screditata, fondata più che altro sulla discussa ambiguità della relazione tra lei e lui, già all’epoca oggetto di pettegolezzi e maldicenze.

Hitler e Raubal vivevano insieme a Monaco dal 1929: lei era figlia di Angela Raubal, il cui padre era lo stesso di Adolf. La versione generalmente accettata della storia è che il cadavere di lei fu scoperto la mattina del 19 settembre 1931, come riportato nel rapporto della polizia di Monaco che si occupò del caso. A trovarlo fu uno dei domestici di Hitler, Georg Winter, che aveva dovuto forzare la porta della stanza, chiusa dall’interno. La data è importante, perché il 19 settembre Hitler non era a Monaco: era partito per Norimberga il pomeriggio prima.

Ma secondo tre documenti scoperti da Sandner – il certificato di morte dell’ufficio anagrafe di Monaco e due necrologi conservati negli archivi di Stato – il corpo di Raubal fu trovato alle 10:15 del 18 settembre, non del 19. E questo indebolirebbe il principale alibi di Hitler, perché la mattina del 18 era ancora a Monaco. L’ipotesi di Sandner, discussa in un suo libro di prossima uscita, è che la discrepanza tra la data riportata sui documenti d’archivio e quella riferita dalla polizia sia la prova di un possibile insabbiamento da parte di funzionari e ufficiali di polizia conniventi, legati al partito nazista.

La relazione tra Hitler e Raubal era molto chiacchierata: alcuni dicevano che fossero legati da un amore incestuoso, e che lui fosse molto geloso di lei e ossessivo nei suoi confronti. Lei viveva a casa di Hitler perché era a Monaco per studiare medicina, ma prendeva anche lezioni di canto, pagate dallo zio. L’unico aspetto su cui molti storici concordano è che Hitler esercitasse un grande controllo sulla vita di Raubal. Alcune fonti descrivono come una causa di litigi frequenti tra i due il proposito di lei di andare a Vienna per proseguire gli studi di canto, e ipotizzano che lui non lo approvasse: ma non è provato che volesse impedirglielo a ogni costo.

È possibile che avessero litigato per questo motivo anche prima che Hitler partisse per Norimberga. Secondo il rapporto della polizia, una volta rientrato urgentemente da Norimberga, Hitler disse agli agenti del proposito di Raubal di andare a Vienna e di non avere niente in contrario, a condizione che ci fosse la madre ad accompagnarla.

L’ipotesi di un insabbiamento da parte della polizia per fugare ogni dubbio su un eventuale coinvolgimento di Hitler è probabilmente indimostrabile, ma non del tutto implausibile, secondo lo storico Thomas Weber, esperto di Germania nazista e docente di storia all’università di Aberdeen, che ha visto i documenti scoperti da Sandner. «Sembra chiaro che Raubal sia morta un giorno prima di quanto abbiamo ipotizzato negli ultimi cento anni circa, e quindi che Hitler si trovasse ancora a Monaco quando lei morì», ha detto Weber alla CNN. Secondo lui, questo non implica però che Hitler abbia assassinato la nipote, perché i nazisti avrebbero potuto avere diversi motivi per creargli comunque un alibi.

All’epoca Hitler era il leader della seconda forza politica nel paese, un partito in rapida ascesa, molto impegnato a cercare il sostegno della destra moderata. E lui cercava «di presentarsi alla popolazione tedesca e all’estero come l’incarnazione di tutte le virtù e i valori», ha detto Weber a Der Spiegel. Di sicuro anche solo il sospetto di un suo coinvolgimento nella morte della nipote gli avrebbe procurato un grave danno d’immagine.

Secondo la storica tedesca Heike Görtemaker, la spiegazione più probabile è invece un banale errore di trascrizione dell’ufficio anagrafe, riportato anche nei necrologi. Che Raubal fosse morta mentre Hitler era a Norimberga era stato confermato dalla polizia e da otto testimoni, ed è molto improbabile che fossero tutti coinvolti nell’insabbiamento, inclusa la polizia stessa. «Hitler non era ancora al potere. Il capo della polizia era un suo avversario e avrebbe colto l’occasione per eliminarlo», ha detto Görtemaker al Telegraph.

Dubbi e sospetti sulla morte della nipote di Hitler circolarono da subito anche sui giornali e tra i suoi oppositori politici, e questo ha condizionato l’imparzialità di molte fonti storiche disponibili. La relazione tra Hitler e Raubal non era del tutto chiara nemmeno ai loro contemporanei, ed è da sempre oggetto di curiosità e illazioni. Il più famoso biografo di Hitler, il giornalista tedesco Joachim Fest, definì Raubal «l’unico e, per quanto inappropriata possa sembrare l’espressione, grande amore di Hitler, contesto di tabù, stati d’animo tristanici [alla Tristano e Isotta] e tragico sentimentalismo».