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  • Lunedì 28 settembre 2026

Cosa rischia il Manchester City?

Ci sono tante ipotesi, tempi lunghi, grossi interessi in ballo e pochissime certezze

(Visionhaus/Getty Images)
(Visionhaus/Getty Images)
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Il Manchester City è una delle squadre di calcio più vincenti degli ultimi anni, ma non è detto che lo rimarrà ancora a lungo. È stato da poco giudicato colpevole di 114 delle 115 accuse che gli erano state mosse dalla Premier League, il campionato inglese, e che riguardavano soprattutto la violazione delle regole finanziarie della lega. Le sanzioni non sono ancora state annunciate e potrebbero volerci mesi prima che arrivino – senza contare che quasi sicuramente il Manchester City farà appello. Ma per il club, che ha vinto 6 delle ultime 10 Premier League, potrebbero arrivare anni difficili: tra i possibili esiti c’è la retrocessione, anche se molte cose sono ancora incerte.

Quello che riguarda il Manchester City è un caso enorme, che coinvolge interessi sportivi, ma dove ci sono anche importanti aspetti economici e politici. La Premier League è il campionato di calcio più famoso e ricco del mondo e il Manchester City è di proprietà di Mansour bin Zayed al Nahyan, che è fratello del presidente degli Emirati Arabi Uniti ed è a sua volta vicepresidente e vice primo ministro. Secondo Bloomberg il governo britannico è stato persino avvertito da rappresentanti degli Emirati Arabi Uniti di possibili ripercussioni negative sulle relazioni tra il Regno Unito e gli Emirati in caso di sentenze sfavorevoli per il Manchester City.

Mansour bin Zayed al Nahyan e Donald Trump, 13 ottobre 2025 (Yoan Valat, Pool photo via AP)

Ma prima delle ipotesi su quel che potrebbe succedere, torniamo un attimo a quel che è successo. Le accuse contro il Manchester City erano state formulate nel 2023 dalla Premier League dopo un’indagine di quattro anni e riguardano il periodo tra il 2009 e il 2018. Oltre a essere un campionato la Premier League è una società privata: il processo sportivo è gestito da una commissione indipendente composta da tre persone scelte dal presidente del collegio giudicante della Premier League.

Vista la complessità della faccenda alla commissione sono serviti più di tre anni e mezzo per raggiungere un verdetto sulla colpevolezza del Manchester City. Trattandosi però di un arbitrato privato, per il quale sono stati firmati accordi di riservatezza, la decisione non è ancora stata pubblicata: tutto quello che si sa arriva dai giornali e dalle loro fonti.

Per decidere però le sanzioni servirà un’apposita udienza. Non si sa esattamente quando saranno annunciate le prime sanzioni né quando si farà l’udienza per deciderle. Alla BBC è stato detto che l’udienza potrebbe tenersi tra «mesi». E dopo l’annuncio il Manchester City potrebbe fare ricorso in appello, allungando ulteriormente i tempi. C’è la possibilità, seppur remota, che eventuali sanzioni siano applicate solo dopo l’appello.

Al Manchester City verranno perlomeno tolti dei punti in campionato e inflitte delle multe. Ma in caso di sanzioni più drastiche la squadra potrebbe anche subire una retrocessione d’ufficio e persino vedersi togliere i trofei vinti tra il 2009 e il 2018.

La BBC ha scritto che tra le squadre di Premier League non sembra esserci però una grande voglia di riassegnare titoli passati, cosa che avrebbe poco valore sportivo o emotivo, e che al contrario nuocerebbe all’immagine generale del torneo e della società che lo gestisce. Ma la decisione spetterà appunto a una commissione indipendente, su cui la Premier League non ha alcuna influenza.

I giocatori del Manchester City festeggiano la vittoria della Premier League nel 2024 (AP Photo/Dave Thompson)

Facendo appello contro la sentenza il Manchester City potrebbe riuscire ad attenuare qualche sanzione. Proprio tramite un ricorso in appello nel 2024 l’Everton riuscì a diminuire da 10 a 6 i punti che gli erano stati tolti per violazioni simili, seppur molto meno gravi.

Tra udienze, annunci e appelli la decisione definitiva rischia quindi di arrivare verso la fine di questa stagione – in cui il Manchester City è già primo in campionato con cinque vittorie in cinque partite – o forse perfino dopo, nella prossima estate.

Un’ipotesi in caso di condanna definitiva è che il Manchester City possa dover risarcire alcune squadre che gli arrivarono dietro tra il 2009 e il 2018, quando vinse tre campionati e giocò sette volte la Champions League. Alcune squadre potrebbero accusarlo di aver tolto loro guadagni importanti, come il premio per il campionato o l’accesso alla Champions League, che in quegli anni valeva quasi 35 milioni di euro. Pare che qualche club si stia già preparando a fare le sue richieste.

Ci sono dei precedenti, in questo senso. A giugno l’Everton fu condannato a pagare più di 40 milioni di euro al Burnley perché le sue violazioni delle norme finanziarie del campionato ne avevano comportato la retrocessione.

Harry Kane nel 2015, quando giocava per il Tottenham. Tra il 2011 e il 2015 il Tottenham arrivò per tre volte al quinto posto in classifica, appena fuori dalle prime quattro posizioni che garantiscono l’accesso alla Champions League, sempre dietro il Manchester City (AP Photo/Tim Ireland)

Non è comunque da escludere che il Manchester City negozi. O che faccia appello e vinca. È già successo nel 2020, quando la UEFA (la confederazione europea di calcio) aveva deciso di escluderlo per due anni dalle competizioni europee per violazioni delle sue norme finanziarie. Il City si appellò al Tribunale arbitrale dello sport (TAS) di Losanna, che annullò l’esclusione perché la maggior parte delle violazioni contestate non era stata provata o era caduta in prescrizione.

Ma guardando solo ai precedenti interni alla Premier League, come quello dell’Everton, è molto più probabile che un appello servirà a ridurre le sanzioni piuttosto che ad annullarle.

Al di là di eventuali punti di penalizzazione o di una retrocessione, tutta questa faccenda potrebbe avere conseguenze enormi anche oltre il calcio: per esempio sulla città di Manchester, in cui la proprietà del Manchester City ha investito oltre un miliardo di euro in questi anni; e ancor più in generale sulla reputazione della Premier League, un campionato le cui squadre spendono notoriamente un sacco di soldi ogni estate, forse pure troppi.

Con una condanna definitiva, che senso avranno avuto gli ultimi quindici anni del campionato inglese? Le vittorie del Manchester City e il grande lavoro del suo ex allenatore Pep Guardiola avrebbero ancora lo stesso valore?

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