Haiti ha assunto un imprenditore vicino a Trump per ottenere un contatto diretto col presidente
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Il governo di Haiti ha firmato un contratto da 780mila dollari con una società di consulenza di proprietà di Roger Stone, un imprenditore e consulente politico conservatore statunitense, amico di lunga data del presidente Donald Trump. Il contratto è molto vago, ma in pratica Haiti sta pagando Stone per avere un contatto semidiretto con Trump, a cui è molto più facile arrivare attraverso la mediazione di persone a lui fidate di quanto lo sia attraverso i canali istituzionali.
L’accordo è problematico sotto vari punti di vista, e il primo è Stone stesso. Nel 2020 fu condannato negli Stati Uniti per aver mentito al Congresso e intimidito gli altri testimoni nel caso sulle interferenze russe alle elezioni del 2016 (Trump aveva poi commutato la sua pena, evitandogli il carcere). Inoltre è noto che Stone abbia posizioni apertamente razziste, mentre non sembra abbia particolari legami con Haiti che giustifichino questo ruolo.
Haiti intanto è in una situazione estremamente difficile: l’isola è senza presidente da cinque anni, non va a elezioni da dieci ed è in mano a bande criminali che controllano buona parte del territorio e terrorizzano la popolazione. Le persone vivono una gravissima crisi umanitaria e lo stato fatica a pagare per i servizi essenziali, inclusa la sicurezza. Per questo molti hanno criticato la scelta del governo di investire così tanti soldi per delle non meglio precisate attività di lobbying.
L’accordo è stato firmato appena un mese dopo che l’amministrazione statunitense aveva rimosso lo status di protezione che per motivi umanitari permetteva agli haitiani di risiedere negli Stati Uniti senza permesso di soggiorno. Nelle ultime settimane sono quindi iniziate le espulsioni che dovrebbero riportare ad Haiti un numero stimato di 300mila persone. Il contratto non menziona questo argomento.
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