• Italia
  • Mercoledì 23 settembre 2026

Si cercano già operai e ingegneri per costruire il ponte sullo Stretto

Con una certa dose di ottimismo nel fatto che il progetto venga approvato, Webuild ha pubblicato diversi annunci di lavoro

Sullo sfondo Torre Faro, sulla costa siciliana, dove dovrebbe essere costruito uno dei due piloni del ponte sullo Stretto
Sullo sfondo Torre Faro, sulla costa siciliana, dove dovrebbe essere costruito uno dei due piloni del ponte sullo Stretto (ANSA/CARMELO IMBESI)
Caricamento player

Dall’inizio di settembre nella sezione “Lavora con noi” dell’azienda Webuild è stata pubblicata una ventina di annunci di lavoro per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina: la società cerca operai qualificati, responsabili di cantiere, ingegneri, ispettori per il controllo qualità, contabili, esperti di informatica e molte altre figure. Webuild si porta avanti mostrando parecchio ottimismo, visto che prima di approvare il progetto del ponte e aprire i cantieri mancano ancora due passaggi decisivi, già mancati lo scorso anno.

La maggior parte degli annunci ha come sede di lavoro Messina, per altri invece la sede è Roma, con un successivo trasferimento in Sicilia un anno dopo l’assunzione, senza però dare ulteriori dettagli sui tempi. Gli stipendi vanno da circa 50mila euro all’anno per le mansioni meno qualificate fino a circa 100mila euro all’anno per gli ingegneri. Già lo scorso anno erano stati pubblicati annunci di lavoro in vista dell’apertura dei cantieri data per certa entro l’estate del 2026: poi è stata rimandata.

Le assunzioni vengono gestite da Webuild per conto del consorzio di aziende Eurolink, a cui nel 2023 l’attuale governo ha confermato l’appalto vinto nel 2005. Da allora le stime dei costi per realizzare il ponte sono passate da 3,8 a 10,5 miliardi di euro. L’aumento dei costi, dovuto in parte al rincaro delle materie prime e dell’energia, è uno dei tanti problemi che negli ultimi anni hanno rallentato l’approvazione definitiva del progetto.

Il 6 agosto per esempio sono arrivate le osservazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici, un organo tecnico consultivo dello Stato, che ha dato parere favorevole al progetto a patto che vengano rispettate una serie di indicazioni e che vengano svolti diversi approfondimenti.

Le richieste più importanti fatte dal Consiglio riguardano la geologia dello Stretto, una delle zone sismicamente più attive d’Italia e dove nel 1908 un terremoto e il maremoto che ne seguì uccisero decine di migliaia di persone nella città di Messina. I tecnici hanno detto che le indagini geologiche inserite nel progetto non sono conformi agli standard attuali, quindi non bastano.

Un secondo gruppo di approfondimenti riguarda il vento, che per un ponte sospeso con una campata di 3.300 metri è un problema non proprio secondario. Tra le questioni rimaste irrisolte ci sono le prove sui cavi, che possono andare incontro a un fenomeno di instabilità chiamato galoppo: i progettisti lo considerano un rischio contenuto, il Consiglio superiore dei lavori pubblici invece lo definisce rilevante e per questo ha chiesto nuove prove nella galleria del vento.

Un ultimo punto critico riguarda l’altezza del ponte sul livello del mare, che secondo i progettisti sarà di almeno 70 metri e che non scenderà mai sotto i 68. Il problema è che nello Stretto di Messina passano già oggi navi più alte di così.

L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha detto che tutte queste raccomandazioni erano già state preventivate e che saranno seguite durante la fase della progettazione esecutiva.

Prima di passare alla progettazione esecutiva mancano però due passaggi. Il primo è una nuova delibera del Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile, l’organo a cui spetta di valutare la spesa per la costruzione di grandi opere pubbliche. La nuova delibera serve perché quella approvata un anno fa, il 6 agosto del 2025, è stata bocciata dalla Corte dei conti alla fine di ottobre.

Il 9 settembre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, della Lega, ha detto che le pratiche per la riunione del Cipess sarebbero state chiuse entro la fine del mese e ha previsto di avere il via libera definitivo «intorno ai primi di ottobre». Ma la riunione del Cipess non risulta ancora convocata.

Il secondo passaggio, dopo l’eventuale approvazione al Cipess, è un ritorno alla Corte dei conti. Se stavolta la Corte approverà il progetto, si passerà all’avvio della progettazione esecutiva e delle opere propedeutiche: la viabilità di cantiere, le reti idriche e fognarie, i campi base, la bonifica degli ordigni bellici. Secondo le stime del governo, questi lavori potrebbero cominciare entro la fine del 2026. Per legge il progetto esecutivo va poi completato entro un anno dall’avvio. Il ministero dei Trasporti ha previsto di aprire il ponte al traffico nel 2034.