Più di 100mila persone in Yemen sono rimaste senza casa
A causa dei combattimenti sempre più intensi tra gli Houthi e l'esercito yemenita, sostenuto dall'Arabia Saudita: alcuni sono andati nel vicino Gibuti
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Secondo i dati delle Nazioni Unite, in Yemen l’intensificarsi dei combattimenti e degli attacchi tra gli Houthi e l’esercito yemenita, sostenuto dall’Arabia Saudita, ha costretto circa 112mila persone a lasciare la propria casa per spostarsi in luoghi più sicuri. Gli sfollati sono soprattutto lungo la costa ovest, dove nelle ultime settimane gli Houthi sono avanzati arrivando a lambire lo stretto di Bab el Mandeb, tra l’oceano Indiano e il mar Rosso, fondamentale per il controllo dei commerci e delle esportazioni di petrolio.
Sempre secondo l’ONU, 3mila sfollati hanno lasciato lo Yemen per andare a Gibuti, un piccolo stato africano che si trova proprio di fronte allo stretto di Bab el Mandeb, ad appena 25 chilometri di navigazione dalla costa yemenita. Il Gibuti ha circa un milione di abitanti e ospita già più di 36mila persone, scappate negli anni dalle vicine Somalia ed Etiopia.
Un giornalista di BBC è andato nel campo profughi di Markazi, nel nord del Gibuti, gestito dalle Nazioni Unite e dal governo nazionale. Ha scritto che molte famiglie yemenite sono arrivate senza portarsi dietro nulla. Altre sono riuscite a portare con sé le proprie capre o gli oggetti più cari. Vivono nelle tende con temperature che raggiungono i 37 °C, spesso senza sapere per quanto tempo dovranno rimanerci.
Già prima degli scontri delle ultime settimane la situazione umanitaria in Yemen era disastrosa, a causa della guerra civile iniziata nel 2014 e formalmente chiusa nel 2022 con un cessate il fuoco. Secondo l’agenzia ONU per gli Affari umanitari, nel paese 22,3 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria: più di due terzi della popolazione. Gli sfollati interni sono stimati in 5,2 milioni, a cui si aggiungono le decine di migliaia degli ultimi giorni. Secondo l’ONU nella guerra sono stati uccisi quasi 380mila civili.

Il campo per sfollati di Markazi, in Gibuti, 17 settembre 2026 (AP Photo/Guirreh Moumin)
– Leggi anche: Da dove arrivano gli Houthi, e come cominciò la guerra civile in Yemen
Gli Houthi fanno parte dell’Asse della Resistenza iraniano, il gruppo di milizie alleate dell’Iran in vari paesi del Medio Oriente (tra le altre ci sono Hamas e Hezbollah, ma gli Houthi hanno sempre avuto maggiore indipendenza). Nella guerra in Medio Oriente sono rimasti perlopiù in disparte, ma nelle ultime settimane hanno cominciato ad attaccare l’Arabia Saudita, colpendo navi, infrastrutture petrolifere e città.
L’Arabia Saudita sostiene il governo yemenita dall’inizio della guerra civile. Gli Houthi stanno approfittando del momento di debolezza dei sauditi, distratti dalla guerra in Medio Oriente e con pesanti limitazioni alle esportazioni di petrolio causati dal blocco iraniano dello stretto di Hormuz, per ricominciare a colpire.
Gli Houthi controllano già ampie zone soprattutto nel nord dello Yemen, compresa la capitale Sana’a, e stanno avanzando lungo la costa ovest: dopo lo stretto di Bab el Mandeb puntano verso Aden, la città dove ha sede il governo yemenita, e alle infrastrutture petrolifere dello Yemen, che garantirebbero al gruppo un’importante fonte di finanziamento.



