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  • Lunedì 21 settembre 2026

A Berlino ha vinto la sinistra, per la prima volta

Il partito Die Linke ha ottenuto il miglior risultato della sua storia e molto probabilmente Elif Eralp diventerà la prossima sindaca

Elif Eralp (al centro) dopo l'annuncio dei risultati delle elezioni a Berlino, 20 settembre 2026 (Sebastian Gollnow/dpa via AP)
Elif Eralp (al centro) dopo l'annuncio dei risultati delle elezioni a Berlino, 20 settembre 2026 (Sebastian Gollnow/dpa via AP)
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Alle elezioni locali di domenica a Berlino ha vinto il partito di sinistra Die Linke, con il 25,7 per cento dei voti: il risultato migliore della sua storia. Al secondo posto è arrivata la CDU, il partito di centrodestra del cancelliere Friedrich Merz, che esprime il sindaco uscente di Berlino ma domenica ha preso il 18,8 per cento, quasi 10 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti elezioni, nel 2023.

Elif Eralp, la leader della Linke, è quindi la principale candidata a guidare il governo regionale e a diventare sindaca della capitale tedesca. Non è una carica elettiva diretta: corrisponde a quella di capo del governo del land di Berlino, e segue le regole delle elezioni statali. Per diventare sindaca Eralp dovrà quindi essere eletta dal parlamento del land, dove la Linke sarà il partito con il più alto numero di seggi, 47 su 158. Non sono però la maggioranza, e quindi sarà necessario fare delle alleanze: il partito deciderà venerdì con chi avviare colloqui esplorativi.

È molto probabile che si alleerà con i Verdi (che hanno ottenuto il 14,3 per cento e 26 seggi) e con i Socialdemocratici (12,1 per cento, 22 seggi). Oltre alla CDU, all’opposizione resterà il partito di estrema destra Alternative für Deutschland, che nonostante la sconfitta ha quasi raddoppiato il suo risultato rispetto alle ultime elezioni (16,3 per cento e 29 seggi).

Eralp sarebbe la prima sindaca di origini turche di Berlino, dove la comunità turca è estesa e radicata. I suoi genitori, due sindacalisti con una storia di sinistra, fuggirono dalla Turchia dopo il colpo di stato militare del 1980, ed Eralp è nata nel 1981 a Monaco di Baviera. Fa politica con la Linke dal 2017: era già stata eletta deputata regionale nel 2021 e in questi anni si è fatta notare per i suoi discorsi radicali, molto duri con le politiche centriste della coalizione di governo nazionale, formata da CDU e Socialdemocratici.

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Manifesti e volantini di Elif Eralp, 15 settembre 2026 (Sean Gallup/Getty Images)

Eralp ha fatto campagna elettorale puntando su un messaggio radicale, incentrato sui diritti sociali e civili e usando molto i social media. Per questo molti l’hanno accostata a Zohran Mamdani, il sindaco di New York eletto nel 2025, che in campagna elettorale aveva usato in modo magistrale i social media e tutt’oggi ha una presenza online forte e convincente. Eralp ha detto di aver incontrato a Berlino la capa della campagna elettorale di Mamdani nella primavera dell’anno scorso, per scambiarsi consigli (Mamdani si definisce socialista).

Come Mamdani, Eralp ha parlato in particolare di crisi abitativa, che a Berlino – e in molte altre metropoli – è un tema urgente. Negli ultimi dieci anni il prezzo medio di un affitto a Berlino è aumentato da poco più di 500 a quasi mille euro per un appartamento di 60 metri quadri; per gli acquisti il prezzo medio è salito da circa 3.400 euro al metro quadro nel 2016 ai circa 5.800 di oggi.

Eralp ha molto criticato i grandi fondi immobiliari, accusandoli di acquistare molti appartamenti e riuscire così a controllare i prezzi e il mercato. La proposta più discussa di Eralp consiste nell’espropriare centinaia di migliaia di appartamenti dai fondi più grandi, pagando delle compensazioni, e poi rimetterli in affitto a prezzi più bassi. L’iniziativa era già stata approvata dal 56,4 per cento dei berlinesi nel 2021 con un referendum popolare, ma poi non si era concretizzata.

I Verdi, che come detto molto probabilmente si alleeranno con la Linke, hanno detto che appoggerebbero questa misura. Al contrario Steffen Krach, il leader dei Socialdemocratici, si è detto contrario. Anche il governo federale di Friedrich Merz si è messo contro: ha detto che cercherà di impedire l’espropriazione tramite una legge nazionale, ma al momento non è ancora stata presentata e non è chiaro se un’ingerenza simile sarebbe considerata costituzionale. Eralp, che è anche avvocata, ha detto che non accetterà «nessuna interferenza».

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