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  • Domenica 20 settembre 2026

Le elezioni in Meclemburgo sono state un disastro per la CDU

Il partito del cancelliere Merz non ha superato la soglia di sbarramento, mentre AfD ha quasi raddoppiato i voti

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, 20 settembre 2026 (AP Photo/Markus Schreiber)
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, 20 settembre 2026 (AP Photo/Markus Schreiber)
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Domenica si è votato nello stato tedesco di Meclemburgo-Pomerania Anteriore per eleggere il parlamento locale, e l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), il partito del cancelliere Friedrich Merz, è andata molto male, appena due settimane dopo la sconfitta schiacciante in Sassonia-Anhalt. Lo stesso Merz ha definito queste elezioni un «disastro».

Lo spoglio è praticamente concluso e Alternative für Deutschland (AfD), di estrema destra, è stato il partito più votato, seguito dal Partito Socialdemocratico (SPD), di centrosinistra e al governo dello stato dal 1998: 38,2 per cento contro 35,5 per cento. La CDU invece si è fermata al 4,9 per cento, sotto la soglia di sbarramento. È il peggior risultato di sempre per il partito in un’elezione statale, che così resta fuori dal parlamento regionale per la prima volta nella storia della Germania democratica.

Pochi minuti dopo la chiusura dei seggi Merz ha tenuto un breve discorso per dire che quest’esito non può essere ignorato, e che intende assumersi le sue responsabilità, ma che lo farà da presidente della CDU e soprattutto da cancelliere. Ha insomma escluso di dimettersi.

Si è votato anche a Berlino, la capitale, dove invece ha vinto la Linke, di sinistra, con il 25 per cento dei voti. Lì la CDU è data come secondo partito, con circa il 19 per cento dei voti, in calo di circa 9 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2023, quando era stata il partito più votato e aveva espresso l’attuale sindaco della città, Kai Wegner, che non si è ricandidato. Berlino è allo stesso tempo una città e un Land (ovvero uno stato) con un parlamento regionale.

Benché locali, le elezioni di domenica erano importanti anche a livello nazionale. Merz, che è al governo insieme all’SPD, è in una crisi di consensi molto grave, specie dopo la clamorosa vittoria di AfD nello stato della Sassonia-Anhalt, due settimane fa. Merz è contestato anche all’interno del proprio partito, e da mesi si ipotizza che possa essere sostituito.

Il Meclemburgo-Pomerania Anteriore è uno degli stati nel nord-est della Germania dove negli ultimi anni sono particolarmente cresciuti i consensi per l’AfD. Da quasi trent’anni è governato ininterrottamente dall’SPD, il cui successo è dovuto soprattutto alla sua leader e presidente dal 2017, Manuela Schwesig, candidata anche a queste elezioni. Schwesig ha commentato positivamente i risultati, dicendo che la campagna elettorale si è svolta in tempi difficili e che il suo partito è riuscito finora a contrastare l’avanzata di AfD. AfD ha comunque quasi raddoppiato i suoi consensi rispetto alle elezioni del 2021, quando prese il 21 per cento.

Nonostante sia stato il partito più votato, è difficile che AfD arrivi al governo. Coi voti che ha ottenuto avrebbe comunque bisogno di allearsi con qualche altro partito, ma tutti avevano escluso fin dalla campagna elettorale la possibilità di entrarci in coalizione.

Elif Eralp, candidata della Linke, festeggia le proiezioni del voto a Berlino, 20 settembre 2026 (Sebastian Gollnow/dpa via AP)

A Berlino la candidata della Linke Elif Eralp, deputata del parlamento berlinese dal 2021, ha già ringraziato elettori ed elettrici per il voto e detto che «da oggi in poi cambieremo Berlino insieme». La sua campagna elettorale si è molto incentrata sul diritto alla casa, un tema forte in una città come Berlino, dove ci sono seri problemi con il crescente costo della vita e con la mancanza di alloggi a prezzi accessibili. Qui AfD è stato il terzo partito più votato, con più del 15 per cento dei voti, seguito dai Verdi, che si sono fermati al 14.

Merz è in carica dal 2025 ed è il cancelliere più impopolare della storia della Germania democratica. Da mesi ci sono discussioni nella CDU su un possibile cambio ma in Germania è più complicato che altrove: Merz dovrebbe dimettersi, e il sostituto o la sostituta dovrebbe ottenere la maggioranza in un voto del parlamento. Non succede dal 1974, quando Helmut Schmidt prese il posto di Willy Brandt tra i Socialdemocratici nella Germania Ovest.

Merz si era parzialmente riconosciuto responsabile della sconfitta in Sassonia-Anhalt, due settimane fa; questa volta ha più che altro insistito sulla necessità di fare delle riforme. In passato la CDU era scesa sotto al 10 per cento in un’elezione statale solo una volta: nel 1951, per il rinnovo del parlamento di Brema.