L’Inter può anche andare in svantaggio di due gol
Che tanto poi rimonta, e vince: lo aveva fatto contro il Napoli, lo ha rifatto contro l'Udinese
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Nelle ultime due partite di campionato, giocate in casa contro Napoli e Udinese, l’Inter è andata in svantaggio per 2-0 e ha poi sempre rimontato e vinto: 3-2 contro il Napoli e addirittura 5-3 contro l’Udinese, ieri sera. Le due partite hanno fatto vedere l’enorme potenziale dell’Inter, una squadra che crea decine di azioni e che può far gol con chiunque in qualsiasi momento. Hanno mostrato anche, d’altro canto, una fase difensiva poco solida, un portiere (Josep Martínez) ancora non all’altezza della squadra e momenti di disattenzione che in futuro potrebbero creare problemi, specie se contro squadre più attrezzate e solide di Napoli e Udinese. Una arriva tra pochi giorni: sabato c’è Roma-Inter, partita tra le uniche due squadre a punteggio pieno in questa Serie A.
Già dalla scorsa stagione, da quando cioè la allena Cristian Chivu, l’Inter era andata oltre l’assioma in base a cui per vincere il campionato in Italia bisogna innanzitutto avere la miglior difesa. Aveva subìto più gol di Como, Roma e Juventus (e gli stessi del Milan), ma ne aveva segnati 31 in più del Napoli secondo classificato, 30 in più della Roma e 24 in più del Como, dominando il campionato grazie a un gioco offensivo e ambizioso. L’ultima volta che una squadra aveva vinto il campionato pur senza avere la miglior difesa era stata nel 2020, quando a vincere fu la Juventus di Maurizio Sarri.
In questa Serie A l’Inter ha segnato 13 gol in 4 partite e ne ha subiti 6. Già 9 calciatori diversi hanno segnato almeno un gol: Lautaro Martínez, Hakan Çalhanoğlu, Marcus Thuram e Pio Esposito ne hanno segnati due a testa, e poi uno a testa Carlos Augusto, Nicolò Barella, Piotr Zieliński, Ange-Yoan Bonny e Yann Bisseck. Tra loro ci sono attaccanti, centrocampisti e difensori, ma soprattutto titolari e riserve, una prova di quanto l’Inter sia attrezzata per competere sia in campionato sia in Champions League.
In estate l’Inter non ha acquistato calciatori in grado di cambiare da soli la squadra, ma ha aggiunto a una base già forte altri giocatori funzionali per riuscire a giocare bene e a vincere anche quando mancano alcuni titolari. Lautaro Martínez, il miglior marcatore della scorsa Serie A, è rimasto in panchina per tutta la partita contro l’Udinese; eppure l’Inter ha segnato comunque 5 gol.
È presto per dire se all’Inter basterà fare affidamento sul suo grande potenziale offensivo per vincere di nuovo il campionato, ed è ipotizzabile che col tempo l’organizzazione difensiva migliorerà e diminuiranno gli errori. Già la prossima partita contro la Roma, che ha segnato 12 gol e ne ha subito uno solo, sarà quasi di certo più difficile di quelle contro Napoli e Udinese, e probabilmente con meno margini di errore.
Senza dubbio quando ha giocato al massimo dell’intensità e della concentrazione l’Inter è sembrata una squadra davvero difficile da contrastare. Anche mercoledì, nella sconfitta per 2-1 subita in Champions League in trasferta contro il Real Madrid (pure lì dopo essere andata in svantaggio di 2 gol per suoi errori), ci sono stati periodi di dominio tecnico, tattico e fisico notevoli. La difficoltà starà nel far sì che a momenti di questo tipo si alternino sempre meno fasi di confusione e disattenzione.



