Il tribunale del riesame ha deciso che l’uomo accusato di aver molestato una 13enne a Torino deve tornare in carcere

(ALESSANDRO BIANCHI/ARCHIVIO - ANSA)
(ALESSANDRO BIANCHI/ARCHIVIO - ANSA)

Il tribunale del riesame, l’organo giudiziario che revisiona le misure cautelari, ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’uomo di 42 anni del Bangladesh accusato di aver molestato sessualmente una 13enne il 28 agosto nel minimarket in cui lui lavorava a Madonna di Campagna, un quartiere nella periferia nord di Torino. L’uomo era stato arrestato in seguito alla denuncia della 13enne, ma due giorni dopo la giudice per le indagini preliminari (gip) ne aveva disposto la scarcerazione in attesa del processo e aveva imposto l’obbligo di firma, sostenendo che fosse stato «collaborativo» e che avesse mostrato «pentimento».

La decisione della gip era stata contestata dalla procura di Torino, che aveva fatto ricorso al tribunale del riesame. La procura aveva chiesto la carcerazione preventiva dell’uomo ritenendo che, diversamente dall’obbligo di firma, fosse l’unico modo per arginare il rischio che commettesse nuovamente un reato. La procura si era basata anche sull’analisi delle telecamere di sorveglianza del negozio, dalle quali sarebbe emerso che l’uomo avrebbe commesso degli abusi nello stesso giorno su un’altra cliente, una donna di circa 40 anni non ancora identificata.

Secondo la procura ci sarebbe inoltre un pericolo di fuga, altro elemento che permette di disporre la carcerazione preventiva: l’uomo non ha una residenza in Italia, ha un passaporto valido e non ha legami con Torino al di fuori del lavoro, mentre la sua famiglia si trova in Bangladesh.

La scarcerazione dell’uomo era diventata anche un caso politico: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini avevano criticato la scelta della gip, e il ministero della Giustizia aveva ordinato un’ispezione al tribunale di Torino per capire come fosse stata presa la decisione.