Il papa ha annullato le riduzioni degli stipendi di cardinali e religiosi del Vaticano decise durante la pandemia

Papa Leone XIV durante l'Udienza Generale del 2 settembre del 2026 a San Pietro (ANSA/Vatican Media Press Office)
Papa Leone XIV durante l'Udienza Generale del 2 settembre del 2026 a San Pietro (ANSA/Vatican Media Press Office)

Lunedì papa Leone XIV ha annullato le riduzioni degli stipendi di cardinali e religiosi in servizio al Vaticano messe in atto nel 2021 da papa Francesco come misure di contenimento della crisi economica causata dalla pandemia da COVID-19. Da allora lo stipendio dei cardinali – stimato intorno ai cinquemila euro al mese – era stato ridotto del 10 per cento, mentre quello di funzionari e religiosi di grado più basso aveva subìto riduzioni dell’8 o del 3 per cento a seconda del ruolo. Papa Francesco aveva anche bloccato gli scatti biennali di stipendio per tutto il personale religioso e di una piccola parte di quello laico, che ora riprenderanno.

Nel 2021 papa Francesco aveva motivato la sua decisione dicendo che la pandemia aveva «inciso negativamente su tutte le fonti di ricavo della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano», cioè soprattutto le offerte e donazioni dei fedeli e i biglietti dei Musei vaticani. La pandemia tra l’altro aveva peggiorato una situazione di conti già grave, che papa Francesco aveva cercato di risollevare con un piano di riforme che comprendevano anche l’abbassamento degli stipendi. Nel 2024, anche grazie a un nuovo aumento delle entrate, il bilancio era tornato in attivo.

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