Il ritorno di Céline Dion dopo la malattia

Ha cantato per oltre due ore a Parigi, per la prima volta da quando aveva annunciato di avere una rara malattia neurologica

Celine Dion si esibisce durante il concerto di apertura di "Celine Dion Paris 2026" alla Plenitude Arena di Nanterre, nei sobborghi di Parigi, sabato 12 settembre (AP Photo/Aurelien Morissard)
Celine Dion si esibisce durante il concerto di apertura di "Celine Dion Paris 2026" alla Plenitude Arena di Nanterre, nei sobborghi di Parigi, sabato 12 settembre (AP Photo/Aurelien Morissard)
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Sabato sera Céline Dion, la famosissima cantante canadese di “My Heart Will Go On”, ha cantato per più di due ore alla Plenitude Arena a Nanterre, vicino a Parigi. È il suo primo vero concerto dal 2020, e il suo ritorno sulle scene dopo essersi ritirata per alcuni anni a causa di una rara malattia neurologica incurabile.

Dion ha cantato davanti a 33mila persone, attaccando con “On Ne Change Pas”. «Mi ero ripromessa di non piangere», ha detto al pubblico poco dopo l’inizio del concerto, «ma non mantengo le promesse». Dion ha cantato più di 25 canzoni per due ore e un quarto. Nei prossimi otto mesi sono previsti altri 25 concerti, tutti nello stesso palazzetto: una residency, come quelle che molte altre popstar hanno iniziato a fare in questi anni.

Nel 2022 Dion aveva detto di soffrire di stiff-person syndrome, la “sindrome della persona rigida”, una malattia che provoca quotidianamente spasmi molto invalidanti che nel suo caso impediscono attività comuni come camminare e in certe occasioni sono stati così violenti da averle rotto le costole. Il documentario Io sono: Celine Dion aveva raccontato quanto fosse diventato difficile per lei completare anche solo una sessione in sala di registrazione.

Dion era tornata sul palco una prima volta nel 2024, quando aveva cantato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi “Hymne à l’amour”, una canzone di Édith Piaf. Si notava che la sua voce un po’ era cambiata, ma la performance era stata comunque apprezzata. Anche dopo questa esibizione comunque non era affatto scontato che sarebbe riuscita a sostenere un concerto intero.

Qualche mese fa, però, erano arrivate le prime indiscrezioni di un suo possibile tour sul quotidiano canadese La Presse, e poi per le strade di Parigi erano comparsi cartelloni con i titoli di alcune delle sue canzoni più note, come “Pour que tu m’aimes encore” e “The Power Of Love”. Il tour era stato confermato da Dion stessa in un post su Instagram il 30 marzo, nel giorno del suo 58esimo compleanno: «Quest’anno riceverò il miglior regalo di compleanno della mia vita. Avrò la possibilità di vedervi e di esibirmi per voi».

I biglietti erano stati venduti molto velocemente, anche per il particolare rapporto che ha la cantante con il pubblico francofono. Dion è nata in una cittadina del Québec vicina a Montréal, nella parte francofona del Canada, e nella prima parte della sua carriera ha cantato quasi solo in francese. Fin dall’inizio della sua carriera ebbe un gran successo nel mercato francese, precedente a quello globale ottenuto a partire dagli anni Novanta e in particolare dopo “My Heart Will Go On”, colonna sonora del film Titanic.

In un articolo pubblicato sulla rivista Harper’s Bazaar ad agosto, Dion ha raccontato che sta seguendo un programma molto intenso di riabilitazione, con nuovi farmaci, fisioterapia, terapia vocale, immunoterapia, pilates e balletto. Sono tutti modi per tenere sotto controllo i sintomi della malattia, anche se è progressiva, cioè peggiora nel tempo.

La sindrome della persona rigida è considerata una malattia neurologica autoimmune, e cioè una di quelle condizioni in cui il sistema immunitario attacca per errore i tessuti sani del proprio corpo. Anche se i meccanismi immunitari che la causano non sono ancora completamente chiariti, nell’80 per cento dei pazienti sono stati trovati anticorpi contro un enzima che aiuta a impedire che i muscoli restino contratti quando non serve. È un enzima coinvolto nella produzione di una sostanza che permette alle cellule nervose di comunicare fra loro e “frenare” l’attività dei muscoli.

Gli spasmi che ne conseguono possono essere provocati da cose che normalmente non causerebbero reazioni muscolari, come rumori improvvisi, un contatto inaspettato o anche un’emozione molto intensa. Nei casi più gravi può diventare molto difficile camminare o anche solo muoversi senza assistenza, ma le terapie possono alleviare almeno in parte i sintomi.

Cantare, quindi, può diventare molto difficile: richiede infatti una coordinazione estremamente precisa di tante funzioni insieme, dalla respirazione all’articolazione, che vengono modificate continuamente dal sistema nervoso mentre cambiano le note e le parole.

«Avevo promesso che sarei tornata sul palco», ha detto Dion durante il concerto di Parigi. «Ed eccomi qui, a cantare per voi e per me stessa, dal vivo! Grazie di cuore per il vostro sostegno, per la vostra pazienza e, se mi è consentito dirlo, sono ciò che sono proprio perché mi avete amata».