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  • Domenica 13 settembre 2026

Il ciclista spagnolo Enric Mas ha vinto la Vuelta a España

Un po' a sorpresa: all'inizio non era nemmeno considerato tra i favoriti

Enric Mas festeggia la vittoria della Vuelta (Alexander Hassenstein/Getty Images)
Enric Mas festeggia la vittoria della Vuelta (Alexander Hassenstein/Getty Images)
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Domenica il ciclista spagnolo Enric Mas ha vinto la Vuelta a España, uno dei tre Grandi Giri del ciclismo maschile insieme al Tour de France e al Giro d’Italia. In questi giorni la vittoria di Mas era ormai diventata un risultato scontato, ma prima dell’inizio della corsa quasi nessuno l’avrebbe potuto pronosticare, anche perché Mas veniva da un paio di stagioni molto deludenti e non aveva mai vinto un grande giro.

Mas ha 31 anni ed è nato sull’isola di Maiorca. È uno scalatore, cioè un ciclista che va molto forte in salita ma non altrettanto bene nelle tappe pianeggianti, e dal 2020 gareggia per una squadra spagnola, la Movistar, che non è tra le più forti degli ultimi anni. Anzi, tra chi segue il ciclismo con una certa assiduità è diventata un meme per le sue tattiche di corsa sbagliate e i frequenti bisticci tra i propri corridori. Lo stesso Mas è stato spesso preso in giro perché ritenuto un ciclista poco spettacolare, raramente all’altezza delle aspettative.

Nel 2025 Mas si ritirò dal Tour de France e fu operato alla gamba sinistra per una tromboflebite. Prima della Vuelta neppure in questa stagione aveva combinato granché: al Giro d’Italia, corso a maggio, era arrivato 32° in classifica generale. Era legittimo, insomma, non considerarlo uno dei favoriti.

C’è anche da dire, però, che all’inizio della Vuelta di vero favorito ce n’era uno solo: lo sloveno Tadej Pogačar, che dopo aver dominato le prime sette tappe si era però dovuto ritirare per una brutta caduta. Da quel momento e grazie a due ottime tappe precedenti, Mas è passato al primo posto dopo e non l’ha più perso.

Mas ha anche dimostrato una grande sportività alla fine dell’ottava tappa, quella in cui Pogačar è caduto. Si è infatti rifiutato di indossare la maglia rossa, simbolo del primato, perché a detta sua non se la meritava ancora.

Dopo la penultima tappa di sabato, comunque, la vittoria finale di Mas era ormai scontata. L’ultima tappa di un grande giro è di solito breve e pianeggiante, tanto da essere chiamata “una passerella” che serve quasi solo a festeggiare, e dove la classifica generale non cambia quasi mai. Più o meno lo stesso si poteva dire dell’ultima tappa della Vuelta, a Granada, dove però il percorso prevedeva anche la salita verso l’Alhambra, il noto complesso medievale della città.

Tuttavia, per evitare dei rischi inutili proprio su quelle salite, i ciclisti in gara hanno chiesto e ottenuto che la tappa venisse neutralizzata. Neutralizzare una tappa significa prendere i tempi dei corridori prima dell’arrivo, ma far proseguire la gara fino al traguardo così da avere un vincitore e un ordine di arrivo. Vuol dire che al penultimo passaggio sotto il traguardo chi voleva poteva rallentare, evitare i pericoli e completare con più calma gli ultimi 9,8 chilometri senza che il suo ritardo venisse conteggiato nella classifica generale, che si ottiene appunto sommando i tempi di tutte le tappe. A Mas, insomma, bastava non cadere per vincere il suo primo grande giro. E ce l’ha fatta.