La Corte dei conti ha assolto Vittorio Sgarbi dall’accusa di danno erariale
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Il critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi è stato assolto dall’accusa di danno erariale. La procura della Corte dei conti lo aveva indagato per i compensi delle molte conferenze svolte mentre era sottosegretario al ministero della Cultura, tra il 2022 e il 2024: secondo i magistrati quelle prestazioni erano in conflitto con il suo ruolo istituzionale e ne compromettevano l’imparzialità, e pertanto chiedevano che restituisse al ministero oltre 200mila euro.
Ma i giudici hanno ritenuto che questo conflitto non esista. Nella sentenza hanno spiegato che durante queste conferenze parlava soprattutto di argomenti al di fuori delle sue competenze di sottosegretario, e che vi ha partecipato esercitando un suo diritto protetto «dalla Costituzione o dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo». Nella sentenza la Corte dei conti ha anche ordinato al ministero della Cultura di dare a Sgarbi 3.500 euro come risarcimento delle spese legali.
I dubbi sull’attività di conferenziere di Sgarbi, insieme ad altri procedimenti legali contro di lui e alla lite con l’allora ministro Gennaro Sangiuliano, furono le principali ragioni che spinsero Sgarbi a dimettersi nel febbraio del 2024.


