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  • Venerdì 11 settembre 2026

Gli Houthi continuano ad avanzare intorno allo stretto di Bab el Mandeb

Hanno preso il controllo della costa occidentale dello Yemen e dell'isola di Perim, fondamentali per bloccare un'altra importante rotta per il petrolio

Soldati Houthi durante una mobilitazione nella capitale Sana’a, il 10 settembre 2026 (AP Photo)
Soldati Houthi durante una mobilitazione nella capitale Sana’a, il 10 settembre 2026 (AP Photo)
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Gli Houthi stanno proseguendo rapidamente la loro avanzata verso il sud dello Yemen. Venerdì hanno preso il controllo della costa occidentale del paese e dell’area intorno allo stretto di Bab el Mandeb, e hanno occupato militarmente l’isola di Perim. L’isola ha una posizione strategica, perché è in mezzo allo stretto e lo divide in due corridoi marittimi. Le conquiste degli Houthi sono state confermate dall’esercito regolare yemenita: sono importanti perché garantiscono al gruppo un controllo pressoché totale sullo stretto, che collega il mar Rosso con l’oceano Indiano ed è uno dei punti nevralgici per il passaggio delle rotte petrolifere marittime mondiali.

Gli Houthi sono la milizia che da anni controlla gran parte dello Yemen del nord, inclusa la capitale Sana’a. Sono sciiti e filoiraniani: sono finanziati dall’Iran, ma anche più indipendenti rispetto alle milizie sostenute dall’Iran che fanno parte del cosiddetto Asse della Resistenza (come Hezbollah in Libano o Hamas nella Striscia di Gaza). In questa fase agiscono come “alleati” dell’Iran, ma soprattutto in contrapposizione all’Arabia Saudita, che sostiene il governo yemenita con cui sono in guerra dal 2014.

Giovedì gli Houthi avevano preso il controllo di Mocha, un’importante città portuale che si trova 80 chilometri a nord dello stretto di Bab el Mandeb. Venerdì l’avanzata è continuata verso sud. Yahya Saree, un portavoce della milizia, ha detto che «i nemici sauditi» (ossia le forze del governo yemenita sostenute dall’Arabia Saudita) erano stati espulsi da un’area di 5.000 chilometri quadrati. Un rappresentante del governo yemenita ha detto all’agenzia AFP che «è caduto tutto quello che era sotto il nostro controllo sulla costa occidentale».

Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, da quando i combattimenti si sono intensificati almeno 46mila persone hanno dovuto lasciare le loro case.

Pescatori e una nave cargo nello stretto di Bab el Mandeb, nell’aprile del 2026 (AP Photo/Abdulnasser Alseddik)

Gli Houthi hanno detto che la navigazione nello stretto di Bab el Mandeb sarà «libera e sicura» per tutti, tranne che per le navi e le petroliere saudite. In questi mesi, dopo il blocco dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran, l’Arabia Saudita ha dirottato verso Bab el Mandeb il 70 per cento delle sue esportazioni di petrolio. Passando per il porto saudita di Yanbu, sulla costa ovest, la maggior parte di quel petrolio scende lungo il mar Rosso, attraversa lo stretto e poi viaggia prevalentemente verso l’Asia (un’altra parte del petrolio viene esportata usando il canale di Suez, in Egitto).

Gli Houthi in questi giorni hanno anche attaccato strutture petrolifere dell’Arabia Saudita e giovedì le autorità saudite hanno annunciato la chiusura temporanea dell’importante oleodotto Habshan–Fujairah, che attraversa il paese da est a ovest. È stato parzialmente danneggiato nelle regioni di Riyad e Medina da alcuni attacchi con droni partiti dal territorio iracheno, e alcune persone sono state ferite.

L’Arabia Saudita ha finora evitato un confronto diretto con gli Houthi, ma secondo varie fonti diplomatiche avrebbe chiesto agli Stati Uniti la creazione di una coalizione per intervenire militarmente. Per ora l’amministrazione statunitense ha offerto solo supporto strategico e di intelligence.

Le immagini da un video diffuso il 9 settembre da un’agenzia di stampa collegata alla milizia Houthi, che mostrano un attacco nella provincia di Jawf, in Yemen (Ansar Allah Media Office via AP)

La navigazione internazionale attraverso lo stretto di Bab el Mandeb si è molto ridotta negli ultimi tre anni, proprio a causa di precedenti attacchi da parte degli Houthi a navi in transito a partire dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza, nel 2023. Prima da lì passava circa il 12 per cento del petrolio commerciato via mare nel mondo; oggi le stime parlano del 5 per cento. Dallo stretto passa anche circa il 12 per cento dei commerci globali.

– Leggi anche: In Yemen gli Houthi hanno preso la città di Mocha