La Camera dei deputati adesso è un po’ più moderna
I seggi hanno schermi touch e pulsantiere digitali, e i video delle sedute non sembreranno più girati negli anni '50
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Mentre il parlamento era chiuso per la pausa estiva di agosto, nell’aula della Camera dei deputati sono stati fatti alcuni lavori di ammodernamento: è stato installato un sistema di ripresa audio e video in alta definizione e i vecchi terminali di voto (i computer che i deputati usano per votare) sono stati sostituiti da nuovi dispositivi con schermi touch, che potranno essere usati al posto della solita pulsantiera.
In precedenza gli scranni, cioè le sedute dei parlamentari, avevano un piccolo monitor elettronico che mostrava alcune informazioni essenziali, affiancato da una pulsantiera coperta e incassata in una sorta di vano. Per votare bisognava inserire le dita all’interno e premere uno dei tre tasti che, da sinistra verso destra, indicavano voto favorevole, astensione o voto contrario. La copertura serve a nascondere il voto durante le votazioni a scrutinio segreto.

I terminali dei seggi alla Camera dei deputati prima di essere cambiati: avevano piccoli schermi blu e sulla destra i vani delle pulsantiere (ANSA/Riccardo Antimiani)
Ora invece i seggi hanno un display touch screen e i deputati possono votare sia attraverso la pulsantiera (che è ancora coperta ed è ancora da usare per le votazioni segrete), sia premendo tre tasti analoghi sullo schermo. Sul terminale ora vengono mostrate molte informazioni in più di prima: oltre all’ordine del giorno (cioè l’elenco degli argomenti da discutere nella seduta), il numero delle votazioni svolte o ancora da svolgere, l’oggetto e l’esito di ciascuna votazione, c’è anche un QR code che rinvia alla pagina web della Camera con la documentazione relativa a quello di cui si sta parlando.
I nuovi terminali hanno anche una luce che si illumina in base al voto: verde per favorevole, bianco per astenuto, rosso per contrario e azzurro per le votazioni a scrutinio segreto. In passato il voto di ciascun deputato veniva rappresentato sul tabellone dell’aula, quello che riproduce la collocazione dei seggi, con una luce verde, rossa o bianca. Per sapere cosa un deputato aveva votato bisognava guardare dove era seduto e controllare sul tabellone il colore della luce corrispondente al suo seggio. Con il nuovo sistema invece sarà molto più facile capirlo, e di conseguenza salterà ancora più all’occhio quando un deputato voterà in modo diverso rispetto ai colleghi di partito.

Il tabellone della Camera dei deputati con le luci rosse, bianche e verdi che indicano i risultati di una votazione (ANSA/Fabio Cimaglia)
Un’altra novità è che i terminali avranno un piccolo schermo anche davanti, sulla parte rivolta verso l’aula, dove comparirà il nome del deputato che lo sta utilizzando (lo mostra in base alla tessera identificativa che ciascun deputato possiede e che deve inserire prima di votare). È stato migliorato anche il sistema di riconoscimento attraverso l’impronta digitale.
Fino a qualche settimana fa la Camera utilizzava un sistema di ripresa e registrazione SD (Standard Definition) obsoleto, che le normali reti televisive hanno abbandonato ormai da anni. Le immagini venivano registrate nel formato 4:3, ma apparivano sgranate e di scarsa qualità, soprattutto sugli schermi più grandi e moderni, pensati per trasmettere riprese registrate con una definizione maggiore. In caso di guasti alle macchine, poi, era diventato molto difficile trovare pezzi di ricambio e in alcuni casi era stato necessario comprarli usati.
Il sistema appena installato è in HD, cioè in alta definizione, e permette di avere una qualità video decisamente migliore, con dettagli molto più nitidi, come si vede in modo lampante nel confronto pubblicato dalle pagine social della Camera. Usa il formato 16:9, quello ormai più diffuso per monitor e televisioni, che non deve essere più tagliato e deformato per essere adattato ai nuovi schermi. Il passaggio a un sistema di qualità maggiore ha richiesto anche l’aggiornamento di tutti i dispositivi che venivano usati in regia, come schermi, cavi e mixer.
Queste novità fanno parte di un piano di ammodernamento dell’aula della Camera iniziato nel 2025 con la sostituzione dei microfoni, un intervento che ha richiesto uno sforzo molto imponente, e che proseguirà con ulteriori migliorie più tecniche. L’investimento complessivo (che comprende i microfoni, il nuovo impianto audio e video, i nuovi terminali, il cablaggio e il nuovo sistema di gestione, che ha richiesto lavori anche nei locali che si trovano sotto all’aula della Camera) è stato di 8 milioni di euro.



