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  • Martedì 8 settembre 2026

Una delegazione induista ha fatto allontanare le dipendenti della Tour Eiffel durante una visita

Per evitare le interazioni con una guida spirituale, ma ne è seguito uno sciopero e una polemica politica

(Mohamad Salaheldin Abdelg Alsayed/Anadolu via Getty Images)
(Mohamad Salaheldin Abdelg Alsayed/Anadolu via Getty Images)
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Lunedì la Tour Eiffel di Parigi è stata chiusa per sciopero in protesta per quanto successo sabato scorso: le dipendenti del sito infatti avevano dovuto allontanarsi per accontentare le richieste di una delegazione di visitatori di circa cento persone, legate all’organizzazione induista Bochasanwasi Akshar Purushottam Swaminarayan Sanstha (BAPS), un movimento vicino al primo ministro indiano Narendra Modi.

La delegazione aveva chiesto alla società a cui è affidata la gestione della Tour Eiffel, la Société d’Exploitation de la tour Eiffel (SETE), di limitare le interazioni tra gli ospiti e le donne per motivi religiosi. Secondo quanto ricostruito da Le Figaro, il motivo era la presenza di un loro rappresentante spirituale. I membri laici di BAPS, infatti, di solito separano uomini e donne solo in contesti religiosi, mentre i loro monaci asceti (i sādhu) praticano sempre il niṣkām dharma, un voto di celibato che vieta di parlare con le donne, toccarle o associarsi a loro in qualsiasi maniera. L’organizzazione sostiene che lo scopo non sia discriminare le donne, ma attenersi a una disciplina morale.

SETE aveva accolto la richiesta di BAPS e aveva fatto sostituire le dipendenti dai loro colleghi durante la visita. La visita alla Tour Eiffel faceva parte di una serie di celebrazioni più grandi, seguite all’inaugurazione del primo grande tempio induista in Francia. Modi stesso ha detto di sperare che il tempio rimanga per secoli un simbolo di cooperazione e opportunità tra le due nazioni e ha aggiunto che «le relazioni tra India e Francia hanno raggiunto nuove vette».

BAPS, infatti, è un’organizzazione enorme, che dichiara più di un milione di fedeli e cinquemila centri nel mondo. E con Modi ha un legame che va avanti da più di quarant’anni: lo stesso primo ministro ha detto che per lui l’ex leader Pramukh Swami Maharaj era un pitā tulya, una figura paterna. L’associazione Indian Alliance Paris, che raccoglie persone dalla diaspora indiana, ha definito l’inaugurazione del tempio una nuova offensiva del «suprematismo indù», attribuendo a BAPS «una visione del mondo conservatrice e indù-nazionalista».

In un comunicato, il personale della Tour Eiffel ha spiegato che «alle lavoratrici è stato detto di rendersi invisibili per accogliere questa delegazione». Ha anche raccontato che alcune dipendenti sono state invitate a lasciare il loro posto e a mettersi in disparte nei locali, altre sono state sostituite da uomini e tutte hanno ricevuto l’ordine di non attraversare alcune zone durante la presenza della delegazione. Una situazione che ha definito «grave e profondamente contraria ai valori di uguaglianza e non discriminazione».

SETE, che inizialmente non aveva dato risposte, si è poi scusata per quello che è successo e il presidente Ariel Weil ha dichiarato: «Chiaramente non è una pratica accettabile, ribadisco l’impegno della Tour Eiffel per i valori repubblicani e per l’uguaglianza di uomini e donne».

In Francia infatti il Code du travail, il Codice del lavoro, vieta esplicitamente che i lavoratori e le lavoratrici siano oggetto di qualsiasi forma di discriminazione, anche in materia di affectation, cioè di assegnazione alla mansione o di postazione, a causa del sesso. E per i principi di laïcité, laicità, la libertà religiosa non può prevaricare quel codice.

«In Francia non si chiede alle donne di cancellarsi. Nessun dogma, nessuna religione è superiore alle leggi della Repubblica», ha scritto su X la ministra delegata per la Parità tra donne e uomini, Aurore Bergé. Anche la leader del partito di estrema destra Rassemblement National e candidata alle presidenziali Marine Le Pen ha scritto su X che «in Francia non accetteremo mai che la presenza delle donne sia “limitata”».

Il movimento induista BAPS, sempre su X, ha risposto che «per quanto ne sappiamo, in nessun momento l’accesso alla Tour Eiffel è stato negato a qualcuno» e i suoi rappresentanti hanno dichiarato in un comunicato che la visita era stata organizzata all’orario di apertura per minimizzare l’eventuale disturbo ad altri visitatori.