• Mondo
  • Domenica 6 settembre 2026

Cosa succede ora col caso di Lindsay Clancy

Il processo è stato annullato perché la giuria non riusciva a mettersi d'accordo, ma potrebbe iniziarne un altro, oppure no

Lindsay Clancy durante il processo (Greg Derr/The Patriot Ledger/Pool via REUTERS)
Lindsay Clancy durante il processo (Greg Derr/The Patriot Ledger/Pool via REUTERS)
Caricamento player

Venerdì è stato annullato il seguitissimo processo contro Lindsay Clancy, una donna di 36 anni del Massachusetts (Stati Uniti) accusata di aver ucciso i suoi tre figli nel 2023. Clancy aveva ammesso di aver ucciso i bambini, ma si era dichiarata non colpevole, sostenendo di essere stata incapace di intendere e di volere a causa della psicosi post partum, una rara e grave malattia mentale che può provocare allucinazioni e deliri. Il giudice ha deciso di annullare il processo perché dopo sette giorni la giuria non era riuscita a emettere un verdetto.

In questi casi negli Stati Uniti si parla di “mistrial”, cioè di un processo nullo che è previsto nell’ordinamento giudiziario statunitense quando la giuria non riesce ad accordarsi, oppure ci sono gravissimi errori di procedura nel suo svolgimento. Questo però non vuol dire che le vicende giudiziarie di Clancy siano finite.

Il pubblico ministero, Timothy Cruz, dovrà decidere se formulare nuove accuse, e in che modo farlo. Nelle prossime settimane potrà accusare nuovamente Clancy del reato più grave, quello di omicidio premeditato, che nel diritto penale statunitense si chiama omicidio di primo grado. In questo caso, proprio come nel primo processo, la decisione finale spetterà a una giuria, che però andrà formata da zero.

Oppure potrebbe decidere di formulare un’accusa meno grave, per esempio di omicidio di secondo grado, cioè senza premeditazione. In questo caso potrebbe cominciare un nuovo processo senza giuria, dove decide solo il giudice. Il pubblico ministero potrebbe poi anche decidere di lasciar cadere le accuse, o di proporre all’imputata un patteggiamento.

Cruz deciderà cosa fare anche in base a quello che scoprirà su come ha votato la giuria prima di arrivare all’annullamento: se i giurati erano per la gran parte a favore dell’assoluzione, ritentare un processo uguale potrebbe infatti essere rischioso per l’accusa.

Diversi giornali statunitensi tra ieri e oggi hanno citato un caso simile avvenuto pochi anni fa in Massachusetts: il processo contro Karen Read, una donna accusata di aver ucciso il fidanzato, era stato prima annullato per via dell’incapacità della giuria di arrivare a un verdetto e poi, dopo essere ripreso con le stesse accuse, si era concluso con un’assoluzione.

Nonostante questo, vari esperti intervistati dai media statunitensi, così come anche Kevin Reddington, l’avvocato di Clancy, hanno detto di essere convinti che il pubblico ministero – che ha la reputazione di uno che non scende a compromessi – riproverà ad andare a processo con la stessa accusa di prima, quindi omicidio premeditato.

Nell’attesa di capire queste cose comunque Clancy rimarrà nelle condizioni di limitazione della libertà che aveva prima dell’inizio del processo. Attualmente si trova in un ospedale statale dove è ricoverata come paziente psichiatrica e, se non dovesse cominciare un nuovo processo contro di lei, è probabile che le verrà comunque imposto il ricovero lì o in un’altra struttura simile da un tribunale civile. Oltre a sostenere di aver sofferto di psicosi post partum, secondo alcuni esperti che l’hanno incontrata e hanno testimoniato al processo, Clancy avrebbe anche un disturbo bipolare. Clancy è inoltre in sedia a rotelle, per via delle lesioni riportate nel tentativo di suicidarsi dopo l’omicidio dei figli.

Il New York Times ha scritto che si saprà cosa deciderà di fare il pubblico ministero probabilmente nelle prossime settimane, e che se comincerà un nuovo processo sarà tra almeno sei mesi.

***

Dove chiedere aiuto
Se sei in una situazione di emergenza, chiama il numero 112. Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo 02 2327 2327 oppure via internet da qui, tutti i giorni dalle 10 alle 24.
Puoi anche chiamare l’associazione Samaritans al numero 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22.