La vera storia delle gemelle Chaplin

Fu un caso seguito negli anni Ottanta, perché parlavano all’unisono, e interessò anche Werner Herzog, che ci ha da poco fatto un film

Le gemelle Chaplin davanti alla porta di ingresso di una casa
Freda e Greta Chaplin in una scena del documentario del 1988 The Twins (Journeyman Pictures)
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Giovedì al festival del cinema di Venezia è stato presentato Bucking Fastard, il nuovo film del regista tedesco Werner Herzog, tra i più conosciuti e celebrati al mondo. Ci recitano due attrici sorelle, Rooney e Kate Mara, ed è ispirato alla storia vera di due gemelle inglesi di York, Freda e Greta Chaplin, morte nel 2007 e nel 2020, e molto legate l’una all’altra per tutta la vita. Fu una storia seguitissima sulle cronache locali negli anni Ottanta, dopo che entrambe subirono un processo perché avevano perseguitato un loro vicino di casa, che le denunciò.

Il titolo del film deriva proprio da un errore di pronuncia durante un’udienza del processo: bucking fastard, invece che fucking bastard (“maledetto bastardo”). È un insulto che le gemelle rivolsero all’uomo che le aveva accusate, e lo pronunciarono all’unisono, come facevano ogni giorno per qualsiasi altra frase, persino quelle pronunciate male. I tabloid avevano dedicato grandi attenzioni a questo e ad altri aspetti incredibili della loro vita.

Il film ha ricevuto molti apprezzamenti, come succede spesso a quelli di Herzog, da sempre ammirato per il suo rigore e per la sua sensibilità umana e artistica. Non è un film biografico: si prende anzi molte libertà rispetto ai fatti, e non si occupa della vicenda giudiziaria.

Nate nel 1943, le gemelle Chaplin vivevano nel quartiere Tang Hall a York. Non ci sono documenti che lo attestino, ma tutto lascia supporre che fossero gemelle monozigoti, nate cioè da una singola cellula uovo fecondata da uno spermatozoo. È il caso più raro, quello in cui i gemelli sono identici perché condividono il 100 per cento dei loro geni, e secondo diversi studi questo influisce sul loro rapporto e sui loro comportamenti.

Si vestivano in modo identico, avevano la stessa pettinatura e gli stessi accessori, si muovevano in perfetta sincronia, e pronunciavano le stesse frasi nello stesso momento. Herzog le aveva conosciute negli anni Ottanta, quando era andato a incontrarle di persona a casa loro e ne era rimasto affascinato. Nel suo libro Ognuno per sé e Dio contro tutti, uscito nel 2023, racconta che rispondevano all’unisono a domande che non avrebbero potuto prevedere. A volte, le poche in cui parlavano separatamente, una completava la frase lasciata a metà dall’altra.

Anche il modo in cui camminavano era piuttosto sconcertante. Lo facevano in modo sincronizzato, ma non come i soldati che marciano: i loro movimenti erano speculari. Camminando affiancate sembravano l’una il riflesso dell’altra: il piede sinistro di Freda era avanti quando era avanti il piede destro di Greta, e viceversa. E la stessa cosa succedeva con gli altri movimenti nelle routine quotidiane, molte delle quali erano per loro impraticabili senza l’aiuto degli assistenti sociali.

«Non erano in grado, per esempio, di aprire una scatola di sardine perché, non potendo farlo a quattro mani, venivano prese da crisi isteriche», racconta Herzog. Riuscivano a compiere solo alcune azioni quotidiane secondo rigidi rituali prestabiliti, ma erano di fatto persone non autosufficienti, e secondo Herzog è plausibile che avessero subito abusi sessuali da bambine. Alcuni specialisti che si erano occupati del caso avevano ipotizzato che fossero affette da una psicosi, ma non erano arrivati a una diagnosi condivisa che potesse spiegare quei comportamenti e quell’interdipendenza patologica.

Secondo alcune ricostruzioni, dopo avere abbandonato la scuola intorno ai 15 anni, le gemelle si erano isolate in casa ed erano diventate molto dipendenti l’una dall’altra. Avevano attirato l’attenzione dei giornali all’inizio degli anni Ottanta, perché nel 1981 erano state denunciate da un loro vicino di casa, Ken Iveson. Era un camionista di 56 anni con cui avevano avuto una breve relazione, e dopo che lui l’aveva interrotta avevano cominciato a insultarlo ogni giorno per strada e a infastidirlo in altri modi.

Un tribunale le aveva condannate a un mese di carcere, con sospensione condizionale della pena, per violazione della quiete pubblica. Il vicino di casa aveva raccontato di essere perseguitato da anni, ma loro avevano sempre negato ogni accusa.

Dopo che i genitori non furono più in grado di occuparsi di loro, le gemelle Chaplin trascorsero gran parte della loro vita adulta tra case famiglia, istituti psichiatrici e strutture di accoglienza. Per un periodo vissero a Londra, in casa di un anziano signore che dopo aver letto la loro storia si era offerto di ospitarle. Alla fine tornarono a York negli anni Novanta, nella casa dei genitori.

Greta morì di cancro nel 2007, a 64 anni, e fu sepolta nel cimitero di Fulford. Freda, che andava a trovarla quasi tutti i giorni, morì nel 2020, a 77 anni. Secondo le sue volontà, fu sepolta nello stesso cimitero, vicino alla sorella.

Nel libro Herzog racconta il suo incontro con le gemelle Chaplin nel capitolo in cui parla dei suoi progetti in sospeso e dei film che avrebbe voluto girare. Di recente ha detto di essersi deciso infine a fare Bucking Fastard solo dopo aver visto un provino delle sorelle Mara insieme (che non sono gemelle), e aver pensato che fossero perfette per il ruolo. Nel film parlano all’unisono per quasi tutto il tempo.

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