Israele libererà 5 detenuti libanesi in cambio dell’aiuto del Libano a trovare le salme di ebrei uccisi negli anni Ottanta

Demolizioni israeliane nel sud del Libano, 4 settembre 2026 (AP Photo/Mohammed Zaatari)
Demolizioni israeliane nel sud del Libano, 4 settembre 2026 (AP Photo/Mohammed Zaatari)

Giovedì il governo israeliano ha rilasciato Malek Ghazi, un cittadino libanese arrestato a ottobre con accuse di terrorismo. Fa parte di uno scambio più ampio: Israele ha accettato di liberare in tutto 5 detenuti in cambio dell’aiuto del Libano a trovare le salme di ebrei libanesi uccisi negli anni Ottanta, in seguito all’invasione israeliana del 1982. Venerdì Israele dovrebbe rilasciare gli altri 4 detenuti. Nel frattempo, nel sud del Libano, ha arrestato tre contadini libanesi in una città occupata, senza fornire accuse.

L’accordo di giovedì è stato mediato dagli Stati Uniti, il paese che ha gestito i delicati rapporti tra Israele e governo libanese negli ultimi mesi. Con l’inizio della guerra in Medio Oriente Israele aveva ricominciato a bombardare il Libano, che aveva invaso nelle settimane successive con lo scopo dichiarato di creare un’area cuscinetto che lo protegga dagli attacchi del gruppo libanese Hezbollah. Ne occupa ancora la parte meridionale, che sta radendo al suolo e continua a bombardare nonostante sia in vigore un accordo per il cessate il fuoco. Il governo libanese sta cercando di ottenere il ritiro, tra le altre cose. Le negoziazioni però sono entrate in una fase di stallo.

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