Un’inchiesta fatta sotto copertura è un altro guaio per Nigel Farage
Due giornalisti si sono finti imprenditori statunitensi interessati a finanziare Reform UK: Farage ne era ben contento, ma è illegale
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Un’inchiesta del canale britannico Channel 4 News e del sito statunitense Verbatim ha filmato di nascosto Nigel Farage e altri dirigenti del suo partito di destra Reform UK mentre festeggiano una possibile donazione di fondi dall’estero. Nel Regno Unito i partiti non possono ricevere donazioni dall’estero e devono dichiarare alla Commissione Elettorale quelle superiori alle 11.180 sterline (13mila euro): quelle dell’inchiesta non sono state dichiarate.
È un grosso guaio per Farage, che era già sotto indagine della Commissione Etica del parlamento per questioni di fondi: quest’estate si era dimesso e fatto rieleggere in parlamento proprio per tentare di sviare l’attenzione dai suoi scandali.
La nuova inchiesta è stata segnalata alla polizia. È stata fatta da due giornalisti sotto copertura che hanno finto di essere un facoltoso uomo d’affari statunitense e suo figlio interessati a finanziare Reform UK. Sta circolando moltissimo il filmato in cui Farage pranza giulivo con loro e li ringrazia del contributo.
L’inchiesta è durata circa un anno e l’incontro con Farage a Clacton-on-Sea, la sua città, è avvenuto solo all’ultimo, a luglio. Prima, i finti imprenditori statunitensi hanno incontrato più e più volte altri due dirigenti di Reform, con cui hanno concordato le modalità del loro sostegno: James Orr, capo delle strategie politiche, e Dan Jukes, un consigliere molto vicino a Farage.
Su indicazione di Reform, gli statunitensi hanno pagato i costi di tre sondaggi, per un totale di 32.500 sterline (quasi 38mila euro). I sondaggi erano stati commissionati a JL Partners, un’azienda rispettata nel settore che lavora spesso con i media britannici. Con questo stratagemma, però, non erano riconducibili a Reform. I loro risultati – lusinghieri per il partito e negativi per il governo Laburista – erano stati ripresi dal Telegraph e dal Times, in due casi addirittura sulla prima pagina, come notano compiaciuti i dirigenti di Reform nel filmato.
La Commissione Elettorale stabilisce che possono venire considerati come donazioni (e quindi vanno dichiarati) tutti i versamenti che aiutano un partito a coprire i costi, inclusi quelli per studi e ricerche. L’ipotesi, insomma, è che pagare i sondaggi sia stata una donazione mascherata. Nella pratica, il pagamento è stato fatto da un’azienda creata da Verbatim per l’occasione.
Negli incontri Orr e Jukes la presentano esplicitamente come una modalità per sostenere il partito. In una registrazione, Orr sminuisce la Commissione Elettorale sostenendo sia inutile, «ottusa e inefficace». In un’altra Jukes lusinga il finto figlio dell’imprenditore statunitense dicendogli che, se Farage diventa primo ministro, «ti stai facendo una birra con chi sarà il suo capo di gabinetto. Se non è un’opportunità d’affari questa, non so quale lo è». Reform ha detto di avere aperto un’indagine interna su Orr e Jukes, che nel frattempo si sono dimessi dai loro incarichi.
– Leggi anche: Il diversivo di Nigel Farage non ha funzionato
Il pranzo con Farage serviva a discutere la fase successiva: dopo avere pagato i sondaggi, i benefattori avevano prospettato una donazione più cospicua, fino a mezzo milione di sterline (582mila euro). I dirigenti di Reform suggeriscono che sia il figlio, che vive nel Regno Unito, a farla per conto del padre statunitense, e dicono che altri loro donatori si sono mossi così. Farage dice che così è «tutto in regola». Invece lo schema proposto sarebbe un modo per eludere il divieto di ricevere fondi dall’estero, e dunque illegale.
Reform sta rispondendo che il coinvolgimento dei finti statunitensi si è limitato ai sondaggi, per minimizzarlo. Il partito sostiene di non avere ricevuto direttamente donazioni da loro e accusa i media di avergli teso una trappola. L’inchiesta è uscita mentre iniziava la convention annuale di Reform a Birmingham, in Inghilterra. In generale è un momento difficile per il partito: dopo essere stato in testa nei sondaggi per più di un anno, di recente, anche a causa dei guai di Farage, è stato superato dai Laburisti del nuovo primo ministro Andy Burnham.



