In Guinea-Bissau è stata approvata una nuova Costituzione che amplia i poteri del presidente
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In Guinea-Bissau, nell’Africa occidentale, la popolazione ha approvato con un referendum una nuova Costituzione che amplia di molto i poteri del presidente, riduce il numero dei parlamentari e modifica le norme elettorali a pochi mesi dalle elezioni, che sono previste a dicembre. Il referendum era stato proposto dalla giunta militare, che aveva preso il potere con la forza lo scorso novembre. È guidata dal generale Horta Nta Na Man, presidente di un governo di transizione, che almeno in teoria dovrebbe durare un anno, fino alle elezioni.
Le modifiche sono state approvate con il 70 per cento dei voti e l’affluenza è stata intorno al 60 per cento, secondo i dati provvisori della commissione elettorale. Il principale partito di opposizione, il Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde (PAIGC), aveva chiesto di boicottare il voto, ritenendo che il referendum accentrasse troppo potere sul presidente.
La nuova Costituzione consente al presidente di nominare e destituire il primo ministro e il governo, istituire o abolire ministeri e sciogliere il parlamento in caso di grave crisi politica. Finora era il parlamento a eleggere il primo ministro, che a sua volta nominava i membri del governo. La giunta ha detto che questo cambiamento era necessario per eliminare le dispute politiche tra il primo ministro e il presidente.
La riforma riduce anche il numero dei parlamentari da 102 a 65 e quello delle circoscrizioni elettorali da 29 a 12. Infine impone che i candidati alle elezioni abbiano risieduto ininterrottamente in Guinea-Bissau nei cinque anni precedenti alle elezioni.
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