La Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato che i lavori per la sala da ricevimenti alla Casa Bianca potranno andare avanti
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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato che i lavori per la costruzione della sala da ricevimenti alla Casa Bianca potranno proseguire. La decisione è una vittoria per il presidente statunitense Donald Trump, che tiene moltissimo al progetto della nuova sala e che per realizzarla ha fatto demolire l’intera ala est della Casa Bianca. Segue di dieci giorni un provvedimento provvisorio con cui il giudice della Corte John G. Roberts aveva dato altro tempo alla Corte stessa per esaminare il ricorso dell’amministrazione Trump, autorizzando temporaneamente il proseguimento dei lavori, e ribalta le sentenze dei tribunali di grado inferiore che invece li avrebbero bloccati.
Il piano comporta la costruzione di una sala da oltre 8mila metri quadrati, dotata tra le altre cose di un bunker sotterraneo, per un costo totale stimato di circa 400 milioni di dollari, o 340 milioni di euro. È solo uno dei modi in cui Trump sta cercando di trasformare Washington nel suo secondo mandato, e lui stesso ne ha finanziato in parte la costruzione, con il contributo di donazioni da parte di aziende come Amazon e Google.
La decisione riguarda un ricorso presentato dal National Trust for Historic Preservation, un’associazione per la conservazione del patrimonio storico statunitense, secondo cui Trump non avrebbe potuto ordinare i lavori senza l’approvazione del Congresso: approvazione di cui Trump ha sostenuto più volte di non aver bisogno. A inizio agosto una corte d’appello federale aveva fermato i lavori, confermando quanto deciso da un tribunale di grado inferiore. Gli avvocati di Trump però avevano fatto ricorso, sostenendo che la legge federale permetta al presidente di apportare migliorie nell’area della Casa Bianca.
Cinque dei nove giudici della Corte, a maggioranza conservatrice, hanno accolto la richiesta di emergenza inoltrata dall’amministrazione Trump. Hanno votato contro tutti e tre quelli di orientamento progressista assieme a Roberts, secondo cui, alla fine, «probabilmente» la costruzione della sala da ricevimenti «è illegale». I lavori erano partiti circa un anno fa e di fatto non si sono mai fermati.


